Notizie positive dal fronte finanziario della crisi. Lo spread tra titoli pubblici italiani e tedeschi con campionamento temporale a 10 anni oggi tocca i 159 punti, un differenziale che fa bene alle tasche del Tesoro oltre che al morale del Governo. Si conferma così il sentiment positivo verso l'azienda Italia, dopo che gli ultimi mesi hanno visto un ingente afflusso di capitali esteri verso il Belpaese. Si pensi alle recenti vicende legate agli acquisti di partecipazioni bancarie da parte del fondo statunitense BlackRock, ai capitali cinesi investiti nel comparto energetico e alle mire mediorientali sul controllo di una quota importante in Alitalia.

Lo spread: un termometro sempre utile

Lo spread rappresenta un parametro di misura della capacità di rimborso del debito, in rapporto alla solvibilità misurata tra differenti Paesi. In Europa l'economia scelta come benchmark è rappresentata dalla Germania; nel corso della recente crisi economia gli Stati periferici dell'UE hanno visto un incremento notevole dello spread tra i propri titoli pubblici e quelli tedeschi.

Negli ultimi mesi sono stati fatti grossi passi in avanti in quest'ambito, tanto che si può finalmente parlare di una normalizzazione tra il rischio percepito dagli investitori circa i debiti pubblici delle economie periferiche e quelle centrali, considerate più performanti e sicure. A beneficiarne non è solo l'Italia. Tra i Paesi con le migliori performance di riduzione vi è anche la Spagna, che oggi ha toccato i 153 punti di differenziale Bonos / Bund.