Una notizia che fino a qualche anno fa sembrava impensabile. Lei, Microsoft, inghiottitrice delle aziende concorrenti e leader indiscusso del settore informatico, addirittura più volte sanzionata per motivi di monopolio, ora anch'essa raggiunta dalla crisi e pronta a tagliare posti di lavoro.

E pensare che proprio qualche mese fa, ad aprile, aveva pure acquisito le performance di un altro colosso, la finlandese Nokia, per entrare a gamba tesa nel mercato della telefonia. Oggi l'unico che non conosce crisi.

E notizie più dettagliate sul piano di riorganizzazione giungono proprio dall'ex ceo di Nokia, ora responsabile della neonata divisione di Microsoft, Stephen Elop.

Che svela quali saranno i Paesi che subiranno i tagli più pesanti: paradossalmente proprio la Finlandia e la Cina per quanto concerne la manifattura. Del resto Nokia non versava in buone acque e il colosso americano non potrà salvare certo tutti i posti di lavoro. Microsoft come noto ha lanciato Nokia X, uno smartphone con il sistema operativo Windows.

La Finlandia vedrà la maggior parte di tagli per quando riguarda lo sviluppo ingegneristico: sarà chiusa la sede di Oulu, mentre sarà ridotto il numero di ingegneri anche a Pechino, in Cina, e San Diego, negli Stati Uniti. Per quanto riguarda la produzione materiale dei telefoni, sarà concentrata a Hanoi, capitale del Vietnam, mentre alcune linee continueranno a Pechino e Dongguan (Cina). Altre produzioni saranno decentrate laddove c'è manovalanza bassa, ossia Manaus (Amazzonia), Reynosa (Messico) a Komaron, e in Ungheria.

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In linea di massima dunque, il piano di ridimensionamento riguarderà quindi Nokia. E l'Italia? Qui Microsoft vanta 900 dipendenti, contribuendo a Lumia con una quota di mercato del 10%. Ma tutto lascia presagire, visti gli scarsi vantaggi che il nostro opprimente regime fiscale offre alle multinazionali, che una dura cesoia colpirà anche il nostro Paese. Notizie più certe arriveranno nei prossimi mesi.