Il reportage mandato in onda domenica 2 novembre su Rai 3 dalla trasmissione Report ha indignato i telespettatori italiani perché ha svelato i retroscena di quello che avviene per ottenere l'imbottitura del prestigioso piumino Moncler, la famosa marca di abbigliamento sportivo di lusso. L'inchiesta dal titolo "Siamo tutte oche" ha fatto emergere come, per imbottire i giubbotti, vengano adoperate non solo piume d'oca ma anche di altri volatili fra i quali le anatre. Gli inviati per questo servizio sono andati fino in Ungheria dove si trovano gli allevamenti di oche per fornire l'imbottitura alla ditta di abbigliamento ed hanno scoperto che gli uccelli vengono spiumati da vivi e per 4 volte all'anno.

Le scene sono state riprese con le telecamere e mandate in onda nel programma che si è occupato della questione. I responsabili della catena di produzione dei piumini Moncler sono stati intervistati dalla conduttrice, Sabrina Giannini, e hanno spiegato che ricevono dalla griffe anche tutte le materie prime che servono per rifinire il capo: stoffe, bottoni, cerniere, etichette che vengono applicate poi sul prodotto finito denunciando che ricevono dai 30 ai 45 euro per un lavoro finito mentre poi, in negozio, il prezzo del capo sale fino ad arrivare intorno ai 1000 euro.

La pagina Facebook della nota marca di abbigliamento è stata presa d'assalto da utenti indignati che hanno commentato in modo negativo con una valanga di insulti. La Moncler, adesso di proprietà dell'imprenditore Remo Ruffini, è quindi al centro di polemiche per la crudeltà con la quale vengono trattati gli animali, in questo caso oche e altri uccelli, per ottenere un capo di prestigio che la gente paga ad un prezzo esorbitante quando le spese per ottenerlo sono minime. L'Azienda intanto, nella persona di Ruffini, smentisce le accuse, dichiarando di aver già provveduto a tutelarsi mediante i propri legali.

Afferma che le piume d'oca provengono da allevamenti qualificati che aderiscono all'Edfa, ente europeo per il rispetto dei principi di tutela degli animali, che secondo il contratto della Moncler i fornitori sono obbligati a rispettare, il materiale peraltro proviene dall'Italia, dalla Francia e dall'America del nord e quindi non ci sarebbe nessun legame con gli allevamenti ungheresi di cui si parla nella trasmissione mandata in onda su Rai 3. Anche le cifre dei costi menzionati da Report sono state definite false e fuorvianti. Malgrado le smentite da parte di Remo Ruffini, il titolo della Moncler ha avuto un crollo in borsa ed ha perso il 48,8%. Secondo gli analisti, a causare lo scivolone del titolo sarebbe responsabile proprio la trasmissione Report a causa della notizia sullo sfruttamento degli animali in Ungheria.