Con la nuova legge sulla concorrenza non avremo più le bollette protette di gas ed elettricità; per essere precisi da giugno 2015 non ci sarà il servizio di maggior tutela nel settore gas e da giugno 2016 nel settore elettricità. Questo servizio è rivolto a famiglie e ad imprese (almeno quelle sotto i 50 dipendenti e per quel che concerne l'elettricità) che scelgono di non entrare nel mercato libero e quindi di non scegliere il fornitore.

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Questa scelta ha permesso agli utenti italiani di non essere in balia del sistema concorrenziale di entrambi i settori, un sistema che funziona in modo non sempre limpido dal momento che molti operatori che garantiscono risparmi in realtà nascondono truffe che si risolvono in aggravi di spesa per l'utente. Per il mercato regolamentato è l'Autorità per il gas e l'energia a fissare le condizioni economiche e contrattuali delle tariffe.

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Si pensa che il principale beneficio della liberalizzazione delle tariffe sia la discesa dei prezzi grazie al mercato reso più dinamico dalla concorrenza. Secondo l'Ibl (Istituto Bruno Leoni) nei Paesi dove la liberalizzazione nel mercato del gas è più forte della regolamentazione i consumatori hanno ottenuto dei forti sconti grazie soprattutto al sistema dello switching, ossia alla mentalità di cambiare spesso gestore, determinando una concorrenza al ribasso.

Ed è proprio l'Ibl che ha introdotto in uno studio recente una comparazione del livello dei prezzi del gas nei Paesi UE nel 2012. Da questo studio risulta che gli inglesi insieme agli irlandesi e agli estoni sono i cittadini europei che pagano di meno; ossia i primi, campione del mercato libero, pagano 5,62 centesimi di euro per kilowattora equivalente, gli irlandesi pagano invece un po' di più (6,56 centesimi) perché il loro mercato non è completamente liberalizzato almeno per i consumatori domestici, anche se c'è un forte stimolo allo switching.

Laddove il mercato è totalmente regolamentato o quasi, come in Danimarca e in Italia, si pagano rispettivamente 11,28 centesimi per kilowattora e 9,9, quando con una liberalizzazione maggiore non si supererebbe il valore di 4,5; scegliendo il fornitore che offre tariffe più convenienti, ovvero praticando lo switching in modo efficiente, nel nostro Paese si arriverebbe a risparmiare anche 12 euro al mese, un importo superiore a quello che si risparmierebbe in Francia e Spagna.

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