L'avvicinarsi delle elezioni ha evidentemente consigliato i ministri Padoan a Poletti a prendere le distanze dall' ipotizzato ricalcolo delle Pensioni retributive.

La farsa sulle pensioni retributive

E' ormai da tempo che si è scatenata una campagna contro le pensioni retributive, iniziata da alcuni politici della minoranza PD, sostenuta dal Presidente dell'INPS Tito Boeri e insistita ultimamente dall'ex ministro Fornero.

Il Presidente dell'INPS, usurpando un ruolo che non gli compete, ha affiancato tale campagna con l'operazione da lui definita di trasparenza; l'operazione prevede la pubblicazione di dati, dimostrativi del fatto che alcune gestioni previdenziali private, poi confluite nell'INPS, avrebbero portato i propri iscritti a godere di pensioni non giustificate dai contributi versati. Il secondo elemento di attacco alle pensioni retributive è basato sulla significativa differenza di rendimento tra queste e quelle calcolate con il metodo contributivo; da qui la conclusione che, per motivi di equità sociale, tutte le pensioni retributive al di sopra di un certo ammontare mensile andrebbero riviste in diminuzione.

La posizione governativa sulle pensioni retributive

Le osservazione sollevate nei precedenti punti sembrerebbero giustificate e condivisibili, ma si è fatto osservare che non direbbero tutta la verità e non terrebbero conto di alcuni dati la cui fonte sembra essere la stessa INPS, come sostenuto da Federmanager. Bisognerebbe tenere conto, se si parla di equità sociale, che su oltre 16 milioni di pensionati, 8,5 milioni percepiscono pensioni totalmente o parzialmente a carico della fiscalità generale; tra questi si nasconde un numero tutto da verificare di baby pensionati, cioè di coloro che, con solo 15/20 anni di contribuzione, hanno avuto accesso alla pensione in età definita giovanile.

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Pensioni

Non si può, inoltre, tralasciare la questione di quei parlamentari che godono ancora di vitalizi; per loro il diritto al vitalizio è scattato dopo soli cinque anni di mandato, con contributi molto bassi e con compensi incassati anche prima dei 50 anni.

Poletti e Padoan sono stati entrambi ospiti della trasmissione DiMartedì; Poletti h affermato sarebbe irragionevole un ricalcolo di tutte le pensioni con il metodo contributivo, poiché bisognerebbe coerentemente applicarlo a tutte le pensioni retributive anche le più basse; nessuno deve temere un intervento che potrebbe destabilizzare il sistema.

Padoan, anche se ha ribadito che i diritti acquisiti non si toccano, è stato però più possibilista, affermando che un ricalcolo per portare tutti ad un unico sistema di calcolo potrebbe essere preso in considerazione come misura graduale da applicare sul medio periodo.

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