Olioextraverginemesso in commercio da aziende molto note nel settore, con caratteristiche false riportate sull’etichetta. I laboratori predisposti ai controlli, hanno esaminato numerosi campioni prelevati dai Nasche hanno verificato diversi casi in cui l'olio, al contrario di quanto indicato, non risultava extravergine.
Le marche dell’olio sotto inchiesta per frode in commercio
Le aziende Carapelli,Santa Sabina,Bertolli,Coricelli,Sasso, Antica Badia e Primadonna che producono olio in Toscana, Liguria e Abruzzo avrebbero spacciato olio per extravergine mentre invece risultava all’esame dei Nasdi categoria 2, qualitativamente inferiore e commercializzabile solo a un prezzo più basso.
Le indagini sull’olio extraverginedel procuratore di Torino Guariniello sono partite a giugno del 2015, in seguito ad una segnalazione del mensile "Il Test". La rivista che si occupa dei diritti del consumatore, aveva pubblicato un servizio dal quale si evinceva che quasi il 50% degli oli, fatti analizzare nel loro servizio, erano risultati classificabili nella categoria degli oli di oliva vergine e non extravergine.Proprio in seguito a queste analisi, il procuratore Guarinielloha deciso di mobilitare i Nas di Torino per controllare, nei supermercati della città, gli oli della categoria interessata. Dai controlli, sette aziende olearie, sono risultate non in regola e quindi coinvolte nelle indagini e chiamate a rispondere difrode in commercio.
Informato, dell’indagine in corso, anche Maurizio Martina del ministero delle Politiche agricoleche ha dichiarato di seguire attentamente l'esito dell’inchiesta della Procura di Torino, ritenendo di rilevante importanza la tutela di un settore italiano così strategico come quello nel mercato dell’olio.
Olio extravergine: i consumatori hanno pagato il 30% in più su ogni bottiglia
È importante precisare che l'inchiesta dei Nas di Torino non si basa su sostanze nocive presenti negli oli analizzati. Dalle analisi dei prodotti non risulta infatti, nessun rischioper la salute, le tesi dell’accusa si basano sull’inganno potenziale ai danni del consumatore che, pensando di acquistare un olio extravergine, avrebbespeso circa il 30% in più del suoreale prezzo commerciale.