Con una mossa a sorpresa il Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha autorizzato una manovra economica di 6 punti che mira a rafforzare la ripresa, stimolare il credito e allentare la morsa delle condizioni finanziarie rispetto ai mutui sottoscritti dai cittadini europei.

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Il tasso principale di rifinanziamento è arrivato per la prima volta nella storia allo 0,0%, mentre quello sui depositi bancari passa dallo -0,30% allo -0,40% e il quoziente sui prestiti marginali allo 0,25%. Il programma d'acquisto dei titoli di stato sale a 80 miliardi di euro e la BCE potrà acquistare bond anche da aziende private che garantiscano ovviamente solidità monetaria. Ben 4 le nuove operazioni di finanziamento agevolato, con tassi che potranno scendere in negativo: nello specifico le banche potranno acquistare denaro ed essere anche pagate per farlo, a patto che i soldi ottenuti non vengano parcheggiati nei caveau della banca di Francoforte.

Il Presidente della BCE Mario Draghi
Il Presidente della BCE Mario Draghi

Le parole di Super Mario Draghi

Draghi ha spiegato il senso degli accorgimenti finanziari appena presentati e condivisi a larga maggioranza da tutto il suo Direttorio: "Vogliamo agevolare al massimo le condizioni di accesso al credito e riportare l'Europa ad una condizione di inflazione al 2%". La crescita dell'Eurozona è inferiore alle aspettative e la ripresa troppo condizionata dalle volatilità dei mercati, per questo si è deciso di puntare su tutti i diversi strumenti economici a disposizione".

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A chi gli chiedeva se quando pensasse ai maxi prestiti avesse in mente le banche italiane, ha risposto che tutte le azioni fatte sono pensate e realizzate per tutti i paesi dell'Unione. Parlando di politica ha esortato i governi a recepire senza indugio le raccomandazioni della Commissione Europea, cosa avvenuta solo in parte nel 2015. Infine a chi accusava la BCE di immobilismo ha risposto come la giornata odierna dimostri il contrario: "Se non avessimo preso nessun provvedimento, incrociando le braccia e dicendo no a tutto ci ritroveremo con una inflazione devastante e impossibile da sanare".

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