I pastori sardi hanno trovato un alleato tenace come Flavio Briatore per battere la crisi e difendere il pecorino sardo DOP (prodotto di origine controllata) contro i monopoli agroalimentari. A Briatore si rimprovera spesso di pensare alla Sardegna solo come meta VIP, sollecitando gli amministratori locali a investire di più nel turismo di élite: le opinioni del businessman self made non riscuotono grandi consensi e spesso sono motivo di polemiche.

La difesa del Pecorino sardo

Al Bilionaire di Porto Cervo il pecorino sardo ha fatto il suo esordio sulle tavole di ospiti dal palato esigente: l'imprenditore cuneese ha un rapporto di fiducia con i pastori locali e intende seriamente aiutarli a valorizzare il vero pecorino sardo.

Questo prodotto è l'unico formaggio della Sardegna ad avere l'obbligo di essere prodotto con latte sardo pastorizzato di pecora e a dover sottostare a una disciplina di produzione del Consorzio con sede a Cagliari, riportando un' etichetta specifica per il formaggio DOP.

Briatore testimonial con Eataly

L'ex patron di F1 farà il testimonial del pecorino sardo sostenuto dalla comunità di pastori locali: ha in mente di coinvolgere Eataly di Oscar Farinetti (piemontese come Briatore) per allargare la platea di consumatori nel mondo; infatti Eataly ha stretto un accordo commerciale con il colosso  dell'ecommerce  Amazon per distribuire prodotti Made in Italy sulle tavole degli americani. Farinetti ha ricevuto il prestigioso Premio America della Fondazione Italia America per il suo impegno imprenditoriale nel paese a stelle e strisce.

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La dieta Blue Zone

La Sardegna ha il primato di centenari, superata solo dall'isola di Okinawa in Giappone: il pecorino sardo DOP contiene omega-3 e aiuta a combattere  le malattie cardiovascolari; il formaggio sardo fa parte della  cosiddetta dieta "Blue Zone", un regime alimentare autoctono a cui si riconosce il merito di apportare benefici alla salute e far vivere a lungo chi ne fa un buon uso.  

Il Regno delle due Sardegne sembra essere ritornato con la scesa in campo di due imprenditori piemontesi che lottano per il futuro del pecorino sardo.