La vicenda sarebbe rimasta sconosciuta ai più, visto che riguarda esclusivamente il comune di Porcari, meno di novemila anime in provincia di Lucca. È stata #Univendita, l’Unione italiana Vendita diretta che aderisce a Confcommercio, ad aver dato al fatto risalto nazionale. Tutto è partito dall’ordinanza 93 del 28 novembre 2016, emanata dal sindaco di Porcari Alberto Baccini, con cui è stato disposto il “divieto di svolgere attività di vendita porta a porta con la finalità di commercializzare prodotti, servizi o varie tipologie di beni”.

Ovviamente il divieto si riferisce al territorio comunale, che il primo cittadino ha inteso tutelare “soprattutto in concomitanza con le festività” ha dichiarato, perché in questo periodo “individui sconosciuti e non facilmente identificabili si presentano alle abitazioni private”. Dietro questi individui, secondo il sindaco, si celerebbero spesso truffatori senza scrupoli.

Univendita contro il sindaco di Porcari

Una decisione illegittima, secondo Univendita, che minaccia di fare ricorso al prefetto e al Tar per bocca del suo presidente, Ciro Sinatra.

“Non possiamo accettare che la vendita diretta a domicilio - tuona Sinatra - sia accostata ad attività criminali quali truffe, abusi o rapine. La Legge non consente ai sindaci di vietare la vendita a domicilio con un’ordinanza”. L’associazione difende il settore snocciolando cifre che ne attesterebbero la piena salute e citando una fonte autorevole come Il Sole 24 Ore. Secondo il quotidiano economico, nel 2015 la vendita diretta ha generato un fatturato complessivo di 3,1 miliardi di euro.

Un trend confermato anche nei primi nove mesi del 2016, durante i quali le imprese associate a Univendita (circa la metà dell’intero comparto) hanno registrato un fatturato di 1 miliardo e 146 milioni di euro.

Vendita diretta come opportunità occupazionale?

L’associazione rivendica anche l’importanza della vendita porta a porta quale sbocco occupazionale che, nel terzo trimestre 2016, avrebbe registrato una crescita pari al 4,2% del numero di addetti.

In controtendenza rispetto alla crisi del mercato del lavoro degli ultimi anni che solo recentemente pare aver arrestato il blocco generalizzato delle assunzioni. Dati che, per ora, non sembrano impressionare il sindaco del Comune di Porcari, rimasto fermo sulla sua decisione. L’unica concessione fatta da Baccini è stata quella di destinare un’area o un locale nei quali le aziende interessate possano presentare le loro offerte.

Ipotesi definita “area-ghetto” da Univendita e giudicata totalmente inaccettabile, perché in contrasto con la pratica tipica di chi si presenta al domicilio delle persone con l’intenzione di proporre prodotti o servizi. Una attività che, almeno per il momento, si potrà fare dappertutto in Italia, tranne che in un paese della provincia di Lucca.

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