Finale 2016 molto positivo per mediobanca che ha raggiunto il massimo storico di 1,72 miliardi di fatturato con un utile in crescita del 30% e un Return On Tangible Equity del 10%. L'istituto di piazzetta Cuccia (dal nome dello storico banchiere che ne ha caratterizzato la storia per oltre 40 anni) ha incassato giudizi positivi dalla maggioranza degli analisti, in particolare, secondo Equita SIM ha conseguito risultati significativamente al di là delle attese.

I principali indicatori

Oltre al record storico di ricavi, in crescita del 6% sull'anno precedente, l'istituto ha registrato una crescita del 5% del margine di interesse (che ha toccato quota 636 milioni.

All'interno di questo indicatore la parte da leone è stata fatta dal credito al consumo, che vale il 65% del margine complessivo ed è cresciuto del 13% rispetto allo scorso anno toccando i 408 milioni. Le commissioni nette hanno registrato una crescita del 4% raggiungendo 237 milioni.

Sul versante dei costi, in crescita a 463 milioni dai 420 dell'esercizio precedente, l'elemento principale è stato dato dall'inclusione in bilancio consolidato delle nuove società acquisite di recente. Per il resto le rettifiche sui crediti sono diminuite a 184 milioni da 224, e anche il costo del rischio è in calo a 102 punti base da 136.

L'aumento degli indici di copertura sui deteriorati (salito al 55%) e la riduzione del texas ratio (in calo al 15%) si iscrivono in un quadro generale di miglioramento della qualità degli attivi con riferimento a tutte le divisioni.

Sul fronte dei crediti problematici ricordiamo l'acquisto di un portafoglio NPL da parte della controllata Creditech e la recente attività di advisory operata assistendo Creval nella ricerca di un partner per possibili aggregazioni che potrebbero includere BPER e Unipol.

Il commento dell'ad Nagel

Dichiarazioni di forte soddisfazione da parte dell'amministratore Alberto Nagel che ha archiviato un semestre denso di soddisfazioni sotto il profilo numerico. In particolare il riferimento è a al raggiungimento di un record storico sotto il profilo dei ricavi in controtendenza rispetto ad un settore nel quale per la maggioranza dei concorrenti i ricavi sono in calo. Nessun commento sui rumor inerenti la possibile scalata di intesa alle Assicurazioni Generali, nelle quali Mediobanca manterrà una partecipazione del 10% dopo la cessione del 3% prevista dal piano industriale.