Un giorno sì e l’altro no, i soldi ci sono o no? Abbiamo un ministro dell’economia che continua a stupirci con i suoi proclami e le sue dichiarazioni allarmanti o confortanti, a seconda del giorno in cui vengono comunicate. Il 15 luglio, a Fiuggi, Piercarlo padoan ha trionfalmente dichiarato che finalmente siamo fuori dal tunnel e la strada che ci si presenta davanti si allarga ogni giorno di più, per cui, secondo lui, dobbiamo indubbiamente aspettarci un deciso salto di qualità dell’economia italiana.

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Secondo il ministro dell’economia il fatto di aver salvato alcune banche, elargendo fior di soldoni, ha risolto tutti i problemi economici del nostro paese, e ora che le banche in questione sono salve, tutto il peggio è passato. Ma non è passato nemmeno un mese dalle dichiarazioni trionfalistiche che il rettore del dicastero che regge la borsa del paese, si sconfessa da solo!

È di ieri la sua dichiarazione allarmante sulla scarsità di fondi di cui dispone il governo

Durante un suo intervento in una emittente televisiva, ha dichiarato che i fondi a disposizione sono pochi, quindi bisogna evitare di applicare l’etichetta prioritaria ad ogni azione che può essere utile al paese.

Ma se i fondi a disposizione sono pochi, perché si è scelto di riversare nella casse di alcune banche fiori di milioni di euro? Ma soprattutto perché non si cerca di perseguire gli autori di quello sfacelo economico, inseguendo il rimborso per i danni fatti dagli amministratori di quelle banche? E ancora, perché si preferisce mettere circa quattro miliardi a disposizione per consentire ai migranti di avere una degna accoglienza, e non si manda invece in pensione quell’esercito di persone esodate dalla legge Fornero, permettendo così di creare posti di lavoro per i giovani?

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È da febbraio 2014, tralasciando il caso MPS, che è una questione a parte, che siamo costretti a subire i salvataggi delle banche, solo perché gli amministratori di quegli istituti di credito si sono dimostrati incapaci di fare il proprio dovere. Ad iniziare dalla banca Etruria per finire alle banche venete!

Banca Etruria, insieme ad altre banche fu salvata dal governo Renzi, nel giro di due giorni, approvando un decreto legge che permetteva alle banche in questione di usare i soldi dei correntisti e dei risparmiatori per sanare i suoi buchi di bilancio. Dopo l’operazione il sistema bancario italiano fu dichiarato sicuro.

Ma non passò molto tempo che si dovette intervenire per l’ennesima volta su MPS e infine su banca popolare di Vicenza e Veneto banca!

In seguito alle proteste dei cittadini, i governanti furono costretti ad approvare una legge che avrebbe risarcito i risparmiatori truffati, ma ad oggi ancora nessuno di loro ha visto un centesimo!

Allora è lecito pensare che i guai delle banche siano diventati un debito sistemico, e che le colpe di chi non ha saputo amministrare, ricadano sulle spalle del popolo!

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Sicuramente il ministro obietterà che le banche venete sono state salvate con l’intervento della banca Intesa Sanpaolo. Peccato che il salvatore abbia sborsato UN SOLO EURO per rilevare le partite attive delle banche in sofferenza, mentre il passivo, come al solito, ricade sulle spalle di Pantalone.

Eppure gli amministratori di quelle banche, sono tutti a piede libero, se non addirittura promossi ad incarichi più gratificanti!

Viene da chiedersi quale sia la verità.

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