Per telemarketing, lo sappiamo tutti ormai, si intendono le telefonate commerciali che, purtroppo, ognuno di noi riceve ad ogni ora del giorno sia sul telefono fisso che sul cellulare o sullo smartphone. In effetti, nel corso del tempo i call center sono proliferati e, molto spesso, rappresentano per molti una facile soluzione alla disoccupazione. Proprio per questo si è cercato, da parte dei vari Governi che si sono succeduti, di regolamentare il settore in maniera più o meno stringente, ma con scarsi risultati.

Il Registro delle Opposizioni

A dire il vero una forma di difesa dalle telefonate commerciali selvagge esiste già.

Stiamo parlando del Registro delle Opposizioni, ma anche questo presenta delle scappatoie. Ad esempio, possono iscriversi solo coloro che hanno un'utenza telefonica fissa presente in un pubblico elenco, come ad esempio le Pagine Bianche.

Inoltre, spesso, quando facciamo degli acquisti, specialmente di un certo valore, come un grande elettrodomestico, e lo acquistiamo a rate, ci viene chiesto di apporre delle firme, di solito tre, una delle quali consente di far decadere un eventuale iscrizione al Registro delle Opposizioni. Infine, l'iscrizione stessa al Registro è valida per un anno, dopo di che va rinnovata se no decade automaticamente.

I disegni di legge in giacenza

Nello stesso tempo, le varie associazioni dei consumatori non sono state a guardare. Tanto che sia alla Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica giacciono ben due disegni di legge volti a regolamentare il settore, anche in base alle disposizioni del recente Decreto Concorrenza. Queste leggi partono dalla necessità, appunto, di riformare il Registro delle Opposizioni rafforzandone le competenze.

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Il primo disegno di legge, che forse presenta qualche possibilità di essere approvato prima della fine della legislatura, è il numero 2603, presentato al Senato su iniziativa della senatrice Manuela Granaiola e rubricato "Modifiche al codice di protezione dei dati personali al fine di prevenire e impedire forme di telemarketing selvaggio".

Questo disegno di legge ha passato l'esame del Senato ed è ora al vaglio delle Commissioni Trasporti e Attività produttive della Camera dei Deputati. Prevede, innazitutto, che al Registro delle Opposizioni si possano iscrivere tutti i numeri telefonici, sia cellulari che quelli non presenti in elenchi pubblici.

Inoltre, vorrebbe far sì che con l'iscrizione nel Registro vengano automaticamente meno tutti i consensi precedentemente forniti al trattamento dei propri dati a fini commerciali. Infine, vorrebbe rendere obbligatorio per gli operatori di call center dichiarare all'utente come si è entrati in possesso del suo numero, sia tramite elenchi pubblici o tramite banche dati.

Il secondo disegno di legge, il numero 2820, prevede, addirittura, il "Registro universale dei consensi". Ma difficilmente vedrà la luce in quanto, benché sia stato presentato a maggio 2017 in Senato, non è ancora iniziato l'iter di discussione nelle competenti Commissioni Lavori Pubblici e Comunicazioni

Fortemente caldeggiato dalle associazioni dei consumatori, in pratica funziona all'opposto del Registro delle Opposizioni. Al Registro universale dei consensi si iscriverebbe solo chi è favorevole a ricevere telefonate commerciali. Inoltre, questo disegno di legge prevede anche che il cittadino - consumatore possa visionare tutti i consensi forniti negli anni precedenti ed, eventualmente, revocarli se vuole.

La questione della tutela della privacy sulla rete e fuori sta diventando ogni giorno di più di stretta attualità, spiega la promotrice del disegno di legge, la senatrice Elena Fissore. Ma se anche la sua proposta non vedrà mai la luce in questa legislatura quello che è importante è che la strada sia stata tracciata. D'altra parte ognuno di noi deve essere più attento, nel frattempo, a ciò che firma.