La storica azienda borsalino fu fondata nel 1857 ad Alessandria. Da allora il borsalino è entrato a far parte della coscienza comune come una parola naturale che viene usata quando ci si vuole riferire ai cappelli in stile "gangster americano". Per cui, adesso sarà un shock per tutti venire a conoscenza del fatto che l'azienda ha fallito e chiude i battenti. La notizia è stata diffusa dai vari sindacati, considerando che c'è in ballo il futuro di circa 134 lavoratori. La decisione, però, è stata presa due volte nello stesso anno dal giudice della città piemontese Caterina Santinello.

La richiesta rigettata è stata presentata dal consiglio di amministrazione dell'azienda e riguardava un concordato preventivo. Il funzionamento andrà avanti ancora per sei mesi, tempo stabilito dalla scadenza del contratto di affitto di Camperio, alla fine del quale l'azienda con il suo marchio verrà venduto attraverso un'asta fallimentare.

Una fine già segnata

La fine dell'azienda si poteva dedurre già da qualche anno, quando il consiglio di amministrazione presentava bilanci sempre più negativi.

Il problema principale, però, probabilmente non era questo, ma il tutto è riconducibile ad una cattiva gestione dell'azienda. Se consideriamo i numeri, le perdite registrate ammontavano a circa 25,26 milioni, con solo un capitale di 4,697 milioni e riserve di 9,297 milioni nel 2016. Il percorso di rilancio attuato da Camperio non è bastato, nonostante avesse versato più di 4 milioni di euro all'Agenzia delle Entrate, risollevando il capitale fino a 9 milioni.

Il tutto è iniziato probabilmente nel 2015, quando l'imprenditore di Asti Marenco ha trascinato il marchio di lusso in un crack da 3 miliardi di euro, facendo fallire anche le proprie aziende di gas e petrolio. Proprio nel dicembre di un anno fa ha ricevuto la pena alla reclusione.

Il marchio storico nel mondo

Il marchio Borsalino è diventato famoso grazie ad un'intuizione da parte del sarto Giuseppe Borsalino, il quale vide una foto di Teddy Roosevelt con indosso un cappello fatto di foglie sul limite del canale di Panama, che allora era ancora in costruzione. Il copricapo era bianco con al centro un nastro nero: il tutto donava eleganza in quanto nella sua forma riusciva a coprire parte del viso di chi lo indossava. Borsalino riuscì ad intuire tutto ciò e decise di crearne un'azienda, che col tempo si è rivelata un marchio internazionale.

Lo storico copricapo, infatti, fa ormai parte della cultura londinese con la sua variante a forma di "bombetta", oltre che del sistema hollywoodiano che lo adotta per rappresentare i più spietati gangster americani. Perfino per il leggendario Michael Jackson, il cappello era diventato un marchio di riconoscimento.

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