Finisce dopo dodici anni la storia italiana di Italo-Nuovo Trasporto Viaggiatori, prima azienda privata a entrare nel settore ferroviario. La società, che annovera fra i suoi fondatori Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle, non è riuscita in questi anni a rientrare degli investimenti compiuti, giungendo ad accumulare un debito di più di 400 milioni di euro.

La cessione a Usa Global Infrastructures

Per NTV si era aperta una duplice soluzione di uscita: entrare a Piazza Affari quotandosi in Borsa, oppure trovare un acquirente disposto ad acquisirla in toto. La prima soluzione è stata a lungo caldeggiata dal Governo, a partire dal ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e da quello dell'Economia Pier Carlo Padoan, ma ieri la vicenda si è conclusa diversamente.

Al termine di una maratona di due giorni, il consiglio di amministrazione di Italo-NTV ha infatti accettato l'offerta del colosso di investimenti statunitense, Usa Global Infrastructures Partners (Gip), volta ad acquisire la totalità dell'azienda e, con essa, farsi carico anche dei debiti accumulati.

L'affare si è concluso per una cifra che ammonta a quasi 2,5 miliardi di euro, compresa appunto la liquidazione dei debiti. Per gli azionisti di Italo sono previsti dividendi per 30 milioni. Si attende ora il via libera dell'Antitrust per concludere l'operazione che renderà Italo dipendente dal fondo statunitense. Carlo Calenda, pur non nascondendo il rammarico per il mancato approdo in Borsa, ha commentato positivamente l'affare, ritenendo Usa Global Infrastructures Partners un fondo che garantisce solidità e serietà.

GIP può infatti vantare investimenti su tutto il globo, con specializzazione in particolare nei settori delle infrastrutture e dell'energia. Fra i fiori all'occhiello nel raggio di interessi di GIP rientrano strutture di prim'ordine che vanno dal secondo aeroporto di Londra, Gatwick, al porto di Melbourne.

Si apre ora il secondo tempo della partita, relativa alla gestione dell'azienda nel suo complesso, per quanto concerne sia i lavoratori che il servizio offerto ai clienti.

Proprio su questo aspetto ha manifestato infatti le sue perplessità Susanna Camusso, segretaria generale della CGIL, la quale ha dichiarato l'impossibilità di esprimere una valutazione dell'operazione fino a che non saranno resi noti i dettagli del piano industriale

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