La manovra economica allo studio del governo, ha dichiarato il ministro dell'Economia Giovanni Tria, ha come obiettivo la crescita del Paese, pur con un occhio focalizzato sempre sul deficit. Tria ha ribadito il ruolo chiave che avrà in questa manovra l'obiettivo di non aumentare la pressione fiscale. Poi un commento sul suo ruolo: 'Ho giurato nell'interesse della nazione e di nessun altro'. Intanto a distanza di poco il vicepremier Luigi Di Maio replica piccato su Facebook al commissario europeo per gli Affari Economici e Finanziari: la sua carica non gli dà il diritto di indicare all'Italia cosa fare coi suoi soldi.

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Manovra economica - l'obiettivo del Ministro Tria

Sarà una manovra economica volta a perseguire la crescita dell'economia del Paese, ma rimanendo sempre vigili sull'argomento deficit. Presente ad un convegno di Confcommercio, il Ministro ha precisato che fra i primi obiettivi dell'esecutivo, in previsione della prossima manovra, ci sarà il bloccare l'aumento della pressione fiscale, determinato dalle "clausole di salvaguardia" utilizzate dai precedenti governi che causava un innalzamento dell'Iva.

Il Ministro dell'Economia Tria
Il Ministro dell'Economia Tria

Fra i traguardi da perseguire, dice Tria, vi è anche l'azzeramento del differenziale di crescita che ci separa dal resto dell'Europa: l'obiettivo, nel corso del primo anno, è quello di dimezzarlo. In vista della manovra economica, poi, Tria sentenzia: tutte le iniziative e le misure andranno portate con consapevolezza e gradualità.

Di Maio replica a Moscovici: 'Non dica all'Italia cosa fare con i propri soldi'

Intanto su Facebook arriva una frecciata del vice premier e Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio.

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Il bersaglio è Pierre Moscovici, attualmente commissario europeo per gli Affari Economici e Finanziari ed ex Ministro dell'Economia francese. La bacchettata di Di Maio si riferisce all'osservazione che Moscovici ha fatto nel corso di un'intervista nella quale dichiarava che l'Italia, per rientrare nei limiti comuni imposti ai Paesi europei, dovrebbe stare al di sotto del 2% del deficit/Pil. Non ci sta il vice premier italiano, che ha anzi aggiunto che la carica di commissario di Moscovici non gli conferisce il diritto di dire all'Italia cosa debba fare con i propri soldi.

Intanto è di pochi minuti fa un aggiornamento sulle stime di crescita dell'agenzia Standard & Poor's. La crescita dell'Italia sarà dell'1,1% (e non dell'1,3%) nel 2018 e dell'1,1% (non dell'1,2%) nel 2019.

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