Secondo Goldman Sachs l'attuale 'governo del cambiamento' non durerà troppo a lungo. Stando a quanto riportato in un articolo pubblicato sul sito web dell'AGI, un recente rapporto della banca d'affari statunitense sostiene che sarebbe 'improbabile' che l'esecutivo duri fino alla metà del 2019. Inoltre, nel rapporto si afferma che è probabile che l'attuale governo venga 'sostituito' da un nuovo esecutivo di centrodestra o di centrosinistra.

La bocciatura della politica economica italiana da parte della banca statunitense

Oltre all'avvertimento sulla ipotetica 'sostituzione del governo', il rapporto della banca d'affari internazionale analizza anche l'attuale linea economica portata avanti dall'esecutivo gialloverde.

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Più specificatamente, gli analisti della Sachs hanno fermamente bocciato e ritenuto 'incoerenti' le misure adottate da Lega e Movimento 5 Stelle. Secondo la Goldman l'utilizzo della flat tax e del reddito di cittadinanza sarebbe 'problematico', mentre viene auspicata una politica di bilancio 'meno aggressiva'.

Più precisamente, tale politica di bilancio dovrebbe prevedere o il taglio delle tasse o un aumento dei trasferimenti.

Goldman Sachs e il potere dell'alta finanza mondiale

Goldman Sachs è sicuramente una delle più note e influenti banche d'affari statunitensi e globali.

La Goldman ha una rilevante influenza nell'ambito della politica statunitense e mondiale. D'altronde, anche in Italia si parlò molto del suo potere durante il governo tecnico presieduto dall'ex International Advisor della Sachs Mario Monti.

Tale dato di fatto può risultare alquanto interessante e controverso nell'ambito della politica italiana, perché ha tutti i presupposti per essere utilizzato dalle parti in causa per sostenere il loro punto di vista sulla manovra economica.

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Il governo potrebbe sostenere che lo stesso rapporto della banca d'affari sarebbe la prova del deciso attacco dei 'poteri forti' internazionali nei confronti dell'Italia. D'altro canto, l'opposizione potrebbe affermare che esso decreterebbe la poca 'autorevolezza' della linea economica 'populista e sovranista' sinora portata avanti dall'attuale esecutivo guidato dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega Nord.

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