Questa mattina la borsa di Milano si è aperta in rialzo dopo il tonfo di ieri, guadagnando lo 0,38% a 19.926 punti, con il conseguente calo dello spread Btp-Bund di poco sotto i 300 punti con il rendimento decennale a 3,55%. Neanche il tempo di festeggiare che subito la tendenza si è invertita: infatti ecco che si torna a salire sopra i 300 punti, più precisamente 305 e il rendimento decennale si assesta a 3.59%. Sulla questione sono intervenuti sia il Ministro dell'Economia Giovanni Tria sia il Ministro dell'Interno Matteo Salvini.
Tria: puntare alla crescita e alla riduzione del debito
Il Ministro dell'Economia Giovanni Tria è intervenuto questa mattina sulla situazione italiana in occasione della nota di aggiornamento del Def, queste le sue parole: "Ridurre sensibilmente, entro i primi due anni di legislatura, il divario di crescita con l'Eurozona e conseguire una prima diminuzione significativa del rapporto debito/pil nell'arco del prossimo triennio". Il ministro ha poi sottolineato come l'Italia sia ancora molto in ritardo nella crescita economica, definendo questa situazione inaccettabile con un pil attualmente inferiore di 4 punti rispetto al 2008 e con più di 17,4 milioni di italiani che vivono in situazione di difficoltà (con una distanza di 4,5 milioni rispetto all'obiettivo di Europa 2020).
Salvini: 'Spread? Mai preoccupati'
Anche il Ministro dell'Interno Matteo Salvini ha manifestato la sua idea rispetto alla situazione dello spread, definendosi tranquillo di fronte ai continui rialzi: "Preoccupati mai! Responsabili sì, ma indietro non si torna". Queste le sue parole che lasciano sicuramente poco spazio alle interpretazioni. Salvini infatti ha poi ribadito come non sia presente un piano B o un'inversione di rotta e come le scelte prese.
Il suo tweet di questa mattina:
Preoccupati mai! Responsabili sì, ma indietro non si torna!
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) October 9, 2018
Non esistono piani B o marce indietro, siamo convinti che le misure che abbiamo previsto creeranno lavoro e ricchezza. https://t.co/e1lLJQSSE4
Il Def: cos'è e a cosa serve
Visto che si è fatto riferimento al Def vediamo di cosa si tratta.
Il Def (Documento di economia e finanza) è quel documento ove vengono messe per iscritto le misure selezionate, decise o impostate dal soggetto che le ha emanate (in questo caso il Governo). E', di fatto, il principale strumento di programmazione economica dove sono pianificati investimenti e spese per i tre anni successivi, anche se non è strettamente vincolante. Ma quindi se non è così vincolante perché ha questa importanza? E' fondamentale perché sulla programmazione scritta nel Def si basa il giudizio dell'Unione Europea, che quindi valuta la stabilità dei conti nazionali. In questo documento devono essere inserite diverse voci: dallo stato di avanzamento delle riforme, alla manovra economica.