Bonus bebè a rischio per il prossimo anno. Nell'ultima legge di bilancio, infatti, non c'è traccia della misura economica prevista per le famiglie e in particolare per i futuri nuovi nati. Il contributo era stato introdotto, per la prima volta, nella Legge di Bilancio del 2015 e prevedeva un bonus da elargire, per i primi tre anni di vita, alle famiglie nelle quali arrivava un nuovo figlio.
Bonus bebé: i dettagli previsti dalla misura introdotta nel 2015
Per poter accedere all’assegno del bonus bebè, fino allo scorso anno, erano previsti una serie di requisiti che avevano valenza per i nuovi nati e per i bambini adottati da nuclei familiari sia italiani che stranieri in possesso di un valido permesso di soggiorno.
Tra gli altri requisiti necessari per accedere alla misura economica, era indispensabile anche la residenza in Italia e il tetto massimo dell’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) che non poteva superare i 25mila euro. Per le famiglie con Isee sotto i 7mila euro, inoltre, l’assegno veniva raddoppiato. La norma era stata introdotta dal primo governo Renzi e fortemente sostenuta dal ministro della Salute di allora Beatrice Lorenzin. La misura è stata adottata per tutti i nati nel biennio 2015/2017 e dopo una serie di battaglie era stata prorogata anche nel 2018. Il contributo era sempre di 80 euro al mese per un totale di 960 euro l'anno e ridotto, però, solo al primo anno di vita del bambino.
Ma senza un’ulteriore proroga al 2019, la misura rischia di scomparire.
Stop al Bonus bebè? Gli interventi della nuova Legge di Bilancio
La Legge di Bilancio per il 2019 non contiene, a quanto pare, novità su questo argomento, anche considerando il fatto che la misura economica era stata rinnovata solo per il 2018. Il Ministro per la Famiglia e le Disabilità, Lorenzo Fontana, ha dichiarato a tal proposito che sarà possibile un nuovo emendamento governativo. La possibile nuova misura avrebbe richiesto una verifica sulla sua possibile efficacia che tenesse contro di diverse inefficienze presenti nella prima. Oltre all’assegno per i nuovi nati saranno messe in discussione anche altre misure, sempre inerenti la famiglia, come ad esempio i giorni di congedo obbligatorio previsti anche per i papà in relazione alla nascita dei propri figli.
Eventuali emendamenti potranno essere presentati fino a giovedì 15 novembre, come ha fatto il Movimento 5 Stelle con una proposta nella quale si chiede il rinnovo del bonus fino al 2021 con l'introduzione di una serie di modifiche come la possibilità di elargire l’assegno a più fasce di reddito in base a nuove soglie Isee.