Nonostante il Governo M5S-Lega guidato da Giuseppe Conte continui a dire che la Manovra economica non verrà modificata e i saldi di bilancio rimarranno invariati, ad una lettura più attenta sembrerebbe che qualche variazione ci sia effettivamente stata. Sarebbe bastato modificare qualche parola contenuta nel Documento Programmatico di Bilancio, il documento contenente le linee principali della Manovra economica che è stato inviato alla Commissione europea [VIDEO] per rispondere alle richieste formulate dalla stessa a ottobre ed evitare l'avvio di una procedura di infrazione per deficit eccessivo.

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Ebbene, nel Documento precedente la riforma previdenziale (nello specifico Quota 100) e il reddito di cittadinanza erano definite come a efficacia immediata. Mentre ora la dizione sarebbe mutata in un da definire con legge collegata.

Occorre precisare che questa sottile, ma sostanziale, differenza era stata evidenziata anche dal ministro dell'Economia, Giovanni Tria, quasi una settimana fa, esattamente il 9 novembre.

Le rassicurazioni di Luigi Di Maio

Da parte sua, il Vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, a chi gli avrebbe fatto notare la differenza terminologica fra i due Documenti programmatici, assicura che non ci sarebbe alcun tipo di slittamento. Il ministro del Lavoro ha chiarito che, in base alle simulazioni effettuate dai tecnici del suo Ministero, Quota 100 dovrebbe partire, al massimo, entro febbraio 2019. Per quanto riguarda, invece, il reddito di cittadinanza [VIDEO] occorrerà attendere il mese di marzo 2019. Il testo della norma su Quota 100 e reddito di cittadinanza, secondo quanto affermato dallo stesso Di Maio a margine del "Question Time" alla Camera, sarebbe già pronto.

Il Vicepremier starebbe aspettando solamente che diventi operativo il fondo da 16 miliardi di euro con il voto del Parlamento sulla Manovra. A quel punto dovrebbe chiedere al Premier Conte di convocare il Consiglio dei Ministri per far approvare i necessari decreti legge.

Le reazioni di Matteo Renzi e Vincenzo Boccia

Il cambio di terminologia all'interno del nuovo Dpb ha suscitato l'ilarità e le critiche sia dell'ex Presidente del Consiglio e Segretario del Pd, Matteo Renzi ma anche del Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Il primo evidenzia come il Governo giallo-verde sia arrivato ad un punto di rottura con le istituzioni europee per varare a tutti i costi una Legge di Bilancio che, a detta di Renzi, non conterrebbe alcuna delle misure che M5S e Lega avrebbero promesso in campagna elettorale. Per il Presidente di Confindustria, invece, un Paese come l'Italia non si può reggere solamente sulla riforma delle Pensioni e sul reddito di cittadinanza. Servirebbero maggiori misure e investimenti per attuare delle politiche di inclusione dei giovani. Se ci fosse questo, secondo Boccia, sarebbe un bellissimo segnale da dare al Paese.