Il braccio di ferro tra l'Italia e l'Unione Europea che aveva chiuso il 2018 verteva essenzialmente su una disputa relativa da un concetto di fondo. Si parlava di finanziaria e c'era una contrapposizione di opinioni e strategie. Da una parte c'era l'intenzione dell'esecutivo del Bel Paese di innalzare il debito pubblico per favorire gli investimenti in misure come Quota 100 ed il reddito di cittadinanza, in maniera tale da creare un circuito che momentaneamente aumentasse le pendenze, con finalità di far ripartire l'economia.

Dall'altra c'era, invece, la Commissione Europea che riteneva che violare i parametri relativi rapporto deficit/Pil sarebbe stata una pratica scorretta nei confronti dei parametri continentali, oltre che rischiosa considerate le previsioni di crescita che difficilmente sarebbe potuta essere quella auguratasi dall'esecutivo Lega-Movimento Cinque Stelle. Sulla questione è intervenuta Elsa Fornero a Di Martedì.

L'ex Ministro del governo Monti ha fornito la propria opinione da "tecnico" della materia, in un momento in cui la lettera arrivata da Bruxelles fa tornare attuale il problema del debito pubblico italiano.

Elsa Fornero faceva parte di un governo 'europeista'

Com'è noto, la professoressa Fornero era stata chiamata a servire il Paese all'interno della squadra di ministri scelta da Mario Monti. Si trattava di un governo tecnico a cui era stato affidato il compito di salvare l'Italia da una situazione economica che iniziava a farsi pesante per via, ad esempio, di uno spread incontenibile. In quella precisa fase storica si scelse di adottare la politica austerity ed accogliere le richieste dell'Europa.

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Matteo Salvini M5S

Per qualcuno si trattò di una vera e propria genuflessione che, ancora oggi, viene attribuita come una colpa a quell'esecutivo. Oggi, però, la professoressa sembra, invece, ancora preoccupata di parametri come lo spread ed il debito pubblico.

La Fornero preoccupata dalle parole della Lega

Lo spread torna a 290. Un dato che secondo la Fornero non va sottovalutato. "Il fatto - ha dichiarato - che lo spread aumenti per il risultato delle elezioni, che preoccupa, sia da alcune dichiarazioni improvvide di esponenti della Lega".

"Questo aumento - prosegue - segnala che le persone hanno una minore fiducia nella capacità del nostro Stato di pagare. Hanno la preoccupazione che il debito pubblico aumenti. Gli italiani dovrebbero essere preoccupati di questo, anche di quando si abbassano le Tasse a debito, perché questo debito graverà sui nostri figli, sui nostri nipoti e sui giovani che non hanno la possibilità di difendersi".

Parole che ancora una volta segnalano una scarsa stima dell'ex Ministro nei confronti di Salvini e del suo partito.

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