Champagne per veri intenditori al supermercato. Un'idea innovativa lanciata dal blog TopChampagne grazie alla partnership commerciale con il market Sigma Ripamonti, nell'omonima via milanese. Una cantinetta professionale a temperatura controllata è stata posizionata all'interno del negozio per ospitare una ventina di bottiglie di 4/5 etichette diverse. Prodotti (per annata e/o tipologia) sicuramente di non facile reperibilità e fino ad oggi mai offerti al grande pubblico in un punto di vendita del largo consumo.

Si tratta dello step successivo al blog nato lo scorso luglio da un'idea dell'imprenditore Andrea Silvello. Lo abbiamo intervistato in esclusiva.

Più champagne per tutti

Dottor Silvello, il vostro obiettivo è dunque quello di 'sdoganare' lo champagne per tutti?

Mi piace come definizione. L'idea nasce come blog e non come E-Commerce anche se poi siamo arrivati anche a quello. L'obiettivo era quello di creare un blog su Instagram, Topchampagne.it, per condividere con tutti la mia passione per lo champagne così da far passare anche una serie di informazioni e nozioni su questo mondo e renderlo avvicinabile a chiunque.

Lo champagne oggi rappresenta ancora uno status-symbol?

Lo champagne è stato sempre visto come un prodotto vicino al lusso e molto caro, ma in realtà non è esattamente così. Innanzitutto non è un prodotto 'caro', ma 'costoso', come dicono anche alcuni esperti internazionali, perché ha un costo di produzione alto a partire dalle uve fino a tutto il processo produttivo. Però non esistono solo i grandi nomi, quando si parla di champagne si pensa subito al Cristal, Krug o Dom Perignon.

In realtà ci sono migliaia di piccoli produttori che fanno prodotti ottimi, ma immettono sul mercato poche bottiglie e in un mercato come il nostro, ancora in piena evoluzione, sono difficili da reperire. Da qui la mia idea, oltre al blog, che è stata quella di fare un E-Commerce dove cerco di proporre questi prodotti, che non sono facili da trovare nei canali tradizionali, a prezzi interessanti.

Da cosa nasce questa idea?

Nasce da due aspetti, la mia passione per lo champagne in primo luogo. Poi nel mio lavoro di imprenditore ho sviluppato numerose start-up, molte di queste collegate al digitale ed alla tecnologia e mi è venuto in mente che poteva essere molto interessante ed anche divertente unire la passione al business. Così sono partito da Instagram poichè ho pensato che questo potesse essere il modo migliore per veicolare un po' di messaggi, notizie e curiosità sul mondo dello champagne.

La partnership con il market Ripamonti

Etichette per intenditori si compreranno dunque facendo la spesa al supermercato?

Abbiamo raggiunto questo accordo con un supermercato di Milano in via Ripamonti che è già posizionato su prodotti di nicchia.

Il proprietario negli anni, oltre ai prodotti classici del supermercato, è sempre stato attento a ricercare piccoli produttori per la pasta fresca, formaggi o piatti pronti. Quando gli abbiamo proposto di mettere nel supermercato una cantinetta professionale per la conservazione dello champagne gli è sembrata un'idea in linea alla sua. Qui le bottiglie vengono conservate in maniera orizzontale a 12°, il modo corretto di conservarle, ed è la prima volta che accade. Di solito nei comuni punti vendita si verificano due cose: la prima è che quando si trova lo champagne è di tipo molto commerciale e la seconda è che le condizioni di conservazione sono pessime.

Troviamo bottiglie in piedi, al caldo e sotto la luce: si tratta di un prodotto molto delicato che tende a rovinarsi facilmente. Oltre a conservare alcune bottiglie, questo supermercato, che si chiama 'Alimentari Ripamomti', sarà il nostro punto di pick and packing. Una persona può ordinare una bottiglia online ed il giorno dopo la trova al punto vendita e la può anche pagare in cassa.

Se l'idea avrà successo pensate a partnership con altri esercizi commerciali?

Perché no? In questo momento è un progetto comodo perché l'attività è a Milano e noi siamo sul posto, dunque ci consente di amministrare tutto da vicino.

Al momento è una passione, ma ovviamente è diventato anche un lavoro e lo portiamo avanti come progetto pilota. Poi, in base a come andranno le cose, faremo le nostre valutazioni.

Un progetto del genere potrebbe essere applicato ad altri prodotti?

Onestamente non ho mai pensato a questo, ma perché no? Ci sono prodotti che vengono considerati di nicchia o di luss solo perché si pensa alla punta dell'iceberg. Lo champagne è un esempio tipico perché, in realtà, questo mondo è fatto anche di tantissimi piccoli produttori. Se ci fossero prodotti di questo tipo che danno la stessa percezione al consumatore, la cosa potrebbe farsi interessante.

Naturalmente TopChampagne è il punto di partenza di tutto questo

L'obiettivo è quello di far diventare Topchampagne.it il punto di riferimento del mondo dello champagne in Italia, siamo già cresciuti tantissimo in questi primi cinque mesi. Siamo arrivati a quasi 17 mila followers con engagement altissimi. Questo perché la gente apprezza il contenuto e quello che cerchiamo di fare. Il nostro scopo è quello di collegare dei progetti che ci aiutino a veicolare il nostro messaggio di fruibilità dello champagne, non dico per tutti, ma allargando comunque la fascia del consumatore tipico.

L'augurio è dunque quello che per le imminenti feste di Natale e Capodanno ci siano più persone che brindino con lo Champagne?

Potrebbe essere un buon augurio, ma voglio aggiungere: anche con delle buone bollicine italiane. Il miglior augurio, infatti, è quello che ci sia più gente che brindi con prodotti di qualità che non vuol dire più cari, bensì selezionati con attenzione.

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