E' stato raggiunto questa mattina l'accordo tra Palazzo Chigi e le banche, fornitrici dei servizi di pagamento con carta di credito, in seguito al quale è stato statuito l'azzeramento delle commissioni a carico degli esercenti per tutti i pagamenti fino ai 5 euro di importo.

Un passo in avanti nella campagna del governo italiano verso la tracciabilità dei pagamenti che anticipa il grande piano Cashless previsto per l'inizio del 2021.

Il Governo spinge per i pagamenti elettronici

Obiettivo del Governo è di rendere tracciabili tutti i pagamenti. Sarebbe un importante passo avanti nel combattere l'evasione fiscale, dato che così facendo emergerebbe quel gran numero di piccoli evasori che si affidano all'utilizzo della moneta contante non emettendo magari scontrino per pagamenti di piccoli importi come un caffè al bar o il giornale in edicola.

Proprio il caffè al bar è l'esempio più utilizzato dai sostenitori della riforma, un gesto quotidiano legato nell'immaginario collettivo alle monete poggiate sul banco. Ma è proprio su queste piccole transazioni che si vedono le maggiori resistenze da parte degli esercenti, che permettendo il pagamento elettronico su cifre così basse vedono svanire il loro margine di guadagno, divorato dalle commissioni da pagare alle banche.

A vantaggio del consumatore ci sarebbe la praticità dei pagamenti con carta rispetto a quelli in contanti; questi ultimi hanno per loro natura rischi maggiori di furto o di smarrimento, al contrario di una carta che può sempre essere bloccata e richiesta di nuovo.

Un altro incentivo messo in campo dal governo è la cosiddetta lotteria degli scontrini, che dal 1° gennaio 2021 metterà in palio premi mensili fino a 100.000 euro per chi avrà effettuato pagamenti con carta di credito (30.000 per chi pagherà in contanti) con un premio finale di ben 5 milioni di euro.

Come funzionano i pagamenti elettronici

Al negoziante, oltre alla spesa iniziale per l'installazione del sistema e al canone mensile, spetta anche l'onere del pagamento delle commissioni su ogni transazione eseguita tramite POS, una cifra che varia solitamente tra l'1% e il 2% dell'importo e che pesa moltissimo per cifre così piccole come quella per un caffè.

D'altro canto la stretta sull'utilizzo delle carte ha consigliato a tutti i negozianti di attrezzarsi; gli esercizi commerciali non in grado di accettare pagamenti con carta rischiano 500 euro di multa, cifra che si va a raddoppiare se non ci si mette tempestivamente in regola e che porta alla sospensione dell'attività fino all'installazione del POS.

Diversi istituti bancari si erano già mossi per fornire condizioni più favorevoli dal punto di vista delle commissioni: l'accordo raggiunto adesso a livello governativo dovrebbe rendere più semplice la vita ai possessori di carta di credito.

Le critiche della Confesercenti

L'accordo raggiunto non è però scevro da critiche, in particolare dalla Confesercenti che per bocca del segretario generale Mauro Bussoni giudica troppo bassa la soglia. Bussoni puntava a tagliare drasticamente le commissioni per tutti i pagamenti elettronici al di sotto dei 25 euro e magari arrivare alla soglia dei 50 euro che viene indicata come limite massima per i pagamenti contactless, senza bisogno di digitare il PIN della carta, a partire sempre dal 1° gennaio 2021.

Sempre secondo Bussoni un taglio più incisivo delle commissioni sui pagamenti tramite POS sarebbe una grande occasione, oltre che per combattere l'evasione fiscale, anche per modernizzare il paese e favorirne la crescita economica. I pagamenti contactless, che non comportano un passaggio né di denaro contante né della carta di credito, hanno inoltre il vantaggio di limitare i contatti interpersonali tra cliente e negoziante riducendo le occasioni di contagio da coronavirus.

Nel piano del governo per spingere verso i pagamenti elettronici c'è anche il cashback sui pagamenti, il rimborso fiscale fino a 3.000 euro annui che andrà ai 100.000 cittadini che utilizzeranno maggiormente la carta di credito nel corso del prossimo anno.

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