La procura legale alle liti, con cui si conferisce mandato al proprio avvocato, non può essere assolutamente generica ma specifica e quanto più ben definita. Questo affinché la stessa procura legale possa legittimamente fregiarsi dell'attributo speciale, tanto più se tale procura legale viene frettolosamente allegata al ricorso senza neanche menzionare o indicare gli estremi di massima della sentenza impugnata. Tale negligenza produce l'effetto di far addebitare le spese di lite all'avvocato indicato nella procura stessa. Questo è il principio affermato dai giudici della sesta sezione civile della Corte di Cassazione e cristallizzato nell'ordinanza n°21335/2020 depositata in cancelleria il 6 ottobre 2020, ma le cui motivazioni sono state rese note solo di recente.

Procura legale, i fatti di causa

La corte di Cassazione si è trovata di fronte al caso di una donna che era stata vittima di un incidente stradale e che sia in primo grado che in sede di corte d'appello si era vista negare le proprie ragioni. La ricorrente, infatti, lamentava un presunto danno biologico e morale, patiti in conseguenza dell'incidente stradale, che non erano stati riconosciuti né dal giudice di pace adito in primo grado, né dal tribunale adito in secondo grado. E questo perché, sulla scorta di quanto statuito dall'articolo 139 del codice delle assicurazioni, che disciplina il risarcimento del "Danno non patrimoniale per lesioni di lieve entità", come indicato al comma 2, le lesioni devono essere accertabili attraverso un esame clinico strumentale obiettivo o quanto meno visivo.

Cosa che nel caso di specie non si era verificata nonostante il fatto che la ricorrente si fosse sottoposta a diversi esami clinici. Di conseguenza, data anche l'estrema tenuità delle conseguenze lesive patite dalla ricorrente a seguito dell'incidente stradale non poteva ritenersi risarcibile alcun danno morale.

E tale interpretazione del giudice di pace era stata confermata dal tribunale adito in secondo grado. Di conseguenza, la donna aveva impugnato la sentenza presentando ricorso davanti alla corte di Cassazione. Ma la procura legale allegata allo stesso si è dimostrata generica.

Procura legale, il mancato esame del merito

La suprema corte di Cassazione ha ritenuto di dover rigettare il ricorso portato alla sua attenzione. E questo non perché sia entrata nel merito della questione dibatutta dinanzi ai precedenti gradi di giudizio. Cioè il diritto della ricorrente alla risarcibilità del danno biologico e morale presuntivamente patiti. Ma perché la procura legale allegata al ricorso era del tutto generica e senza indicazione della sentenza impugnata di fronte al supremo collegio. Di conseguenza, le motivazioni della decisione della suprema corte sono state circoscritte a quest'ultimo aspetto di carattere tecnico-procedurale.

Procura legale, le ragioni addotte dalla Corte

La suprema corte, come qualunque Pubblica Amministrazione, si attiene a delle regole precise per poter essere interpellata. Una regola fondamentale, tra queste, è la corretta predisposizione da parte del proponente il ricorso della procura legale o, più precisamente, della procura speciale alle liti che deve indicare non solo il nome e cognome del difensore a cui s è rilasciato mandato ma anche gli estremi della sentenza impugnata.

Nel caso di specie, la corte di Cassazione, citando testualmente la procura legale allegata al ricorso, ha fatto notare come con la stessa la ricorrente abbia dato mandato al legale di rappresentarla "genericamente" in ogni stato e grado del presente giudizio e di transigere, conciliare o rinunciare agli atti del presente giudizio.

Inoltre, il supremo collegio ha anche evidenziato come detta procura legale sia stata estesa su un semplice foglio separato e allegato al ricorso e non, come di consueto, apponendola al margine del ricorso o in calce allo stesso. Tale modalità di presentazione e di allegazione, secondo quanto affermato dalla Cassazione, non consente di attribuire a tale procura legale il carattere di speciale. Infatti, secondo i giudici di legittimità, il tenore di tale procura legale la rende attribuibile a "qualsiasi tipo di iniziativa giudiziaria". Tanto è vero che non è possibile rinvenire nella stessa nessun riferimento "anche tenue" alla sentenza impugnata davanti agli Ermellini. Di conseguenza, richiamando un suo costante orientamento la suprema corte ritiene che il ricorso debba configurarsi come inammissibile.

Da ciò deriva l'applicazione, nei confronti del legale, di quanto disposto dall'art 13, comma 1 quater del DPR 30 maggio 2002 n° 115 contenente il Testo Unico in materia di spese di giustizia. Infatti, dato che la procura legale risulta invalida, la suprema corte ritiene che la responsabilità dell'attività processuale ricada esclusivamente sul difensore della ricorrente che, quindi, è tenuto al pagamento delle spese di giudizio compreso il raddoppio del contributo unificato.

Segui la nostra pagina Facebook!