Le Borse dell’Asia e del Pacifico hanno chiuso l’8 giugno 2026 con forti ribassi, influenzate dalle crescenti tensioni tra Iran e Israele. Questo clima di incertezza ha generato un impatto significativo sui mercati finanziari regionali. L’indice Nikkei di Tokyo ha registrato una perdita del 3,85%, mentre Taiwan ha segnato un calo del 3,48% e Seul un marcato -8,29%. La Borsa di Sydney è rimasta chiusa per festività. Le piazze ancora aperte hanno mostrato andamenti negativi: Hong Kong ha ceduto l’1,53%, Shanghai l’1,56%, Mumbai lo 0,66% e Singapore l’1,8%.

Anche i future sull’Europa e su Wall Street hanno evidenziato un sentiment negativo.

Il contesto di incertezza internazionale ha avuto ripercussioni significative sulle materie prime. Il prezzo del petrolio Wti è aumentato del 4,25%, raggiungendo i 94,4 dollari al barile, e il Brent ha registrato un incremento del 4,6%, toccando i 97,4 dollari. Anche il gas naturale ha visto una crescita del 6%, attestandosi a 51,4 euro al MWh, un rialzo parzialmente attribuibile a uno sciopero in Australia. In controtendenza, il prezzo dell’oro è diminuito del 3,8%, scendendo a 4.297 dollari l’oncia. Sul fronte valutario, il dollaro ha mantenuto la sua stabilità a 1,15 sull’euro e a 160,27 yen, mentre la sterlina ha registrato un calo a 1,33 dollari.

Dettagli sui mercati asiatici e dati macroeconomici

Analizzando più da vicino la Borsa di Tokyo, il settore dei semiconduttori ha subito perdite significative: Sumco ha registrato un calo del 12,84%, Socionext del 10,05% e Renesas Electronics del 9,39%. Anche i produttori di apparecchiature hanno affrontato difficoltà, con Murata in perdita del 10,15%, TDK del 9,63%, Taiyo Yuden del 5,2% e Kyocera del 4,01%. Nel comparto automobilistico, Subaru ha mostrato un rialzo dell’1,57%, mentre Toyota ha chiuso in negativo dello 0,96%.

Sul fronte macroeconomico, il Pil del Giappone ha evidenziato una crescita dell’1,8%, un dato inferiore alle previsioni che si attestavano al 2,1%. In Europa, gli ordini di fabbrica tedeschi sono diminuiti del 3,8% ad aprile, superando le attese degli analisti.

Si attendono inoltre dall’Eurozona l’indice Sentix, indicatore della fiducia degli investitori, e dagli Stati Uniti le aspettative dei consumatori sull’inflazione.

Andamento dei mercati obbligazionari

Nel settore dei mercati obbligazionari, il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi ha raggiunto i 77,7 punti. Il rendimento annuo dei titoli italiani ha registrato un aumento di 4,5 punti, portandosi al 3,84%. Parallelamente, il rendimento tedesco è progredito di 3 punti al 3,07%, e quello francese di 4,1 punti, attestandosi al 3,84%.

Complessivamente, il persistente contesto di tensione internazionale, unito a dati economici inferiori alle attese, ha generato un generale clima di incertezza che ha pervaso i mercati finanziari asiatici e globali.