Un nuovo fermo produttivo ha interessato lo stabilimento Stellantis Cassino Plant di Piedimonte San Germano, con decorrenza immediata e validità fino al 31 agosto. La misura coinvolge tutti i reparti, inclusi Lastratura, Verniciatura e Montaggio, e si estende a migliaia di lavoratori, segnalando una situazione di crescente preoccupazione per il futuro del sito.

La crisi industriale e le voci sindacali

Gennaro D’Avino, segretario generale provinciale di Uilm-Uil, ha espresso forte allarme, dichiarando che la situazione attuale non è più una "semplice pausa estiva", ma una vera e propria "crisi industriale che sta diventando una vera emergenza sociale".

Il sindacato ha evidenziato come sia anomalo che una fabbrica operi con una produzione "a singhiozzo" e che i lavoratori debbano affrontare "cassa integrazione, fermate produttive e incertezza sul futuro".

Produzione attuale e prospettive future

Nonostante la conferma della produzione dei modelli Alfa Romeo Giulia e Stelvio fino alla fine del 2027, gli ordini attuali non permettono allo stabilimento di operare nemmeno a regime ridotto. Le speranze sono ora riposte nell'autunno, quando sono attesi importanti segnali sulle nuove produzioni Maserati, con due modelli di alta gamma previsti per la fine del prossimo anno. Questi nuovi progetti sono visti come una potenziale boccata d'ossigeno per il sito.

I numeri della produzione e il confronto storico

I dati recenti dipingono un quadro preoccupante: nel primo semestre del 2026, il Cassino Plant ha lavorato per sole 39 giornate, producendo 6.700 unità. Di queste, 4.125 sono state Alfa Romeo Giulia e Stelvio, mentre 2.575 erano Maserati Grecale. Dall’inizio dell’anno, le giornate lavorate ammontano a 45, con circa 7.000 vetture prodotte. Questi numeri sono drammaticamente inferiori rispetto al passato, quando lo stabilimento era in grado di produrre oltre centomila vetture all’anno, evidenziando una crisi strutturale che richiede soluzioni urgenti.