"Smentiremo le cassandre, non provocheremo alcuna catastrofe", così ha dichiarato il Primo Ministro della Grecia Alexis Tsipras; intanto il Premier ha cominciato col richiedere l'aumento del salario minimo ed il blocco delle privatizzazioni. Saranno ad Atene nei prossimi giorni il presidente dell'Europarlamento Martin Schulz, che arriverà giovedì, ed il Presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. Il Commissario Europeo agli Affari Economici e Monetari Pierre Moscovici ha sottolineato che l'Europa e la Grecia possono avanzare insieme: "Speriamo che il governo-dice Moscovici- ci dica come rispetterà gli impegni".

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"Affronteremo in modo chiaro la questione del debito" ha affermato il nuovo Vice Ministro degli Esteri greco e Delegato agli Affari Economici Internazionali Euclid Tsakalotos, il quale ha definito "irrealistico" il fatto che Atene possa pagare 315 miliardi di debito pubblico.

Durante un'intervista con i giornalisti della britannica BBC, Tsakalatos ha affermato che: "Il fatto più grave di tutta questa storia è che nessuno degli Stati europei capisca l'insostenibilità di tale debito per una nazione come la Grecia al momento". Con la Germania pienamente contraria, la Grecia dovrà negoziare per ottenere almeno una riduzione degli interessi; se lo Stato ellenico non vorrà restare fuori dall'acquisto di titoli di stato, il Quantitative easing proposto dalla Banca Centrale Europea, dovrà venire a patti con la Troika.

Tutto ciò lo sa bene anche il nuovo Ministro delle Finanze, l'economista nemico giurato dell'austerità imposta dai creditori internazionali, Iannis Varoufakis, dalla doppia nazionalità greca ed australiana. A proposito delle sue posizioni, Varoufakis si è definito un "teologo ateo nascosto in un monastero medioevale" e si è presentato presso il palazzo presidenziale per ricevere la nomina di Ministro delle Finanze con la camicia fuori dai pantaloni.

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Per quanto riguarda il debito esorbitante che vanta la Grecia suo malgrado, Tsipras ha rassicurato: "Non vogliamo assolutamente una rottura definitiva per la Grecia e per l'Europa, il nostro governo e pronto a negoziare per un giusto e ragionevole abbassamento del debito greco".