Dopo un attento esame di foto e filmati è stato individuato il luogo esatto dove si è schiantato l'Airbus A320 della compagnia aerea Germanwings in volo da Barcellona verso Dusseldorf e dirottato da Andreas Guenter Lubitz. Il giovane copilota tedesco ha deliberatamente fatto precipitare il velivolo sul Massiccio dei Tre Vescovi, un insieme di montagne che raggiungono i 3000 metri di altezza e sovrastano Le Vernet, una piccola comunità montana di 120 abitanti che da tre giorni si trova al centro del mondo.

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In paese nelle ultime ore è scattata una gara di solidarietà tra i cittadini che hanno trasformato le loro abitazioni in bed and breakfast, per ospitare i numerosi parenti dei passeggeri giunti in Francia, accomunati dalla speranza di ritrovare i resti dei propri cari.

Le vittime di oggi sono loro, che oltre a vedere strumentalizzato il gesto di Lubitz da demenziali vignette o peggio da gruppi terroristici veri, deve fare i conti con una realtà assurda: il pilota stragista. Andreas Lubitz ha pianificato lucidamente una strage mentre portava la divisa ammirata dai viaggiatori e dai bambini di tutto il mondo. No, non è stato un incidente, sono le regole imposte dalla paura che non hanno permesso al comandante Patrick Sonderheimer di entrare in cabina e le falle di un sistema che dovrebbe essere infallibile a permettere ad un malato di stare nella cabina di un aereo che trasporta clienti paganti e innocenti.

Il sito. Il luogo dello schianto si trova a quattro chilometri in linea d'aria ma con le jeep per raggiungere la fine della mulattiera ci vuole più di un'ora.

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Li sulla pietra nera inizia lo strazio dei corpi e degli oggetti polverizzati e l'impotenza dei soccorritori che sanno cosa cercare ma che non trovano nulla perché la montagna si è già presa tutto. L'Alta Provenza è la terra dei fossili, qui c'è la più grande riserva naturale geologica d'Europa, un luogo unico, testimone e custode di milioni di anni di evoluzione, che da tre giorni è diventato anche la tomba di 149 esseri umani, morti senza un perché.