Secondo il quotidiano tedesco Bild il pilota dell'aeromobile della Germanwings, allontanatosi precedentemente per andare in bagno, al suo ritorno avrebbe trovato la porta blindata della cabina chiusa. A chiuderla era stato proprio Andreas Lubitz che, in un raptus di follia, aveva fatto sì che l'aereo perdesse diecimila metri di quota in soli otto minuti, precipitando rovinosamente sulle Alpi provenzali. È appurato che il copilota avesse in passato sofferto di depressione, come afferma una sua amica; era stato addirittura costretto ad abbandonare la sua formazione di pilota, in corso a Phoenix presso la scuola di volo Lufthansa, per svariati mesi.



L'episodio di depressione sarebbe poi rientrato, permettendo al ragazzo ventisettenne di tornare alla sua carriera, dopo aver riaffrontato i test psicologici della compagnia ed essere stato dichiarato nuovamente idoneo al volo al 100%.

Lubitz fu anche insignito nel 2013 del Certificato d'Eccellenza della Federal Aviation Administration, pertanto era anche un pilota brillante.

Il tentativo del comandante

Tramite i contatti con la torre di controllo e la presa visione delle registrazioni ufficiali, il procuratore Brice Robin, al quale è stato affidato il caso Germanwings, ha potuto ricostruire i fatti. Dopo l'allontanamento del comandante dalla cabina, il copilota avrebbe chiuso la porta, rifiutandosi di riaprirla, nonché di rispondere ai numerosi ammonimenti del suo collega.

L'azione è stata quindi volontaria, sostiene Robin, anche se se ne esclude per ora il carattere terroristico, sebbene sia giunta notizia di un'esaltazione del suo gesto da parte dell'ISIS.

Il comandante avrebbe poi provato a sfondare invano la porta della cabina utilizzando un'ascia, che si trovava a bordo come parte delle apparecchiature di sicurezza.



I 150 passeggeri sono rimasti all'oscuro delle circostanze fino ai pochi istanti precedenti all'impatto, durante i quali sono state registrate delle urla.

Il caso è ancora per buona parte nell'ombra, sono state avanzate svariate ipotesi.