Il numero dei rifugiati nel mondo, secondo le Nazioni Unite, ha raggiunto quota 60 milioni, un record storico, peggio del periodo coincidente con la seconda guerra mondiale. L'Europa si trova a discutere la distribuzione di quote nel tentativo di dare una risposta al flusso migratorio, a Bruxelles si parla, ma soprattutto si litiga, su una quota di 40 mila persone che, però, si trovino nelle condizioni utili per poter richiedere "asilo politico", in pratica meno di un decimo dei migranti oggi presenti in suolo europeo.

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È logico pensare che 40 mila su 60 milioni, anche passasse la proposta delle quote, sia senza dubbio un'equazione assurda. Pur tuttavia, non tutti i rifugiati del mondo sono diretti in Europa, ma lo sono in buona parte coloro che giungono dai paesi mediorientali e africani, cioè la maggioranza di essi.

E fin qui, non si dice nulla di nuovo.

Il fenomeno migratorio dall'Ucraina

Nessuno sembra si sia ancora accorto che, oltre a libici, siriani, afgani, somali, nigeriani, etiopi, eritrei e tanti altri popoli migratori che si stanno muovendo verso la zona euro, a questi oggi si devono aggiungere gli ucraini. Visto quello che sta accadendo in Ucraina, molte persone sono in fuga da una brutta vita, nella speranza di trovare in Europa il modo di ricostruire, per sé e i propri figli, un futuro migliore. Questo li accumuna a tutti gli altri rifugiati del mondo che fuggono dal loro paese a causa di guerre, carestie e persecuzioni. Coloro che stanno fuggendo dall'Ucraina oggi, sono il sesto popolo migrante che si sta riversando nella zona euro. Il flusso di migranti ucraini, che ora viaggiano attraverso l'Europa in grandi quantità, non è inferiore ai libici o agli immigrati del mondo arabo, e forse il fenomeno diverrà ancora più pesante in un prossimo futuro.

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L'Europa non ha certo previsto questi flussi quando ha pensato al conteggio dei 40 mila. Eppure gli ucraini si stanno riversando principalmente in Polonia ove, almeno inizialmente, sono stati accolti facendoli lavorare, però, in condizioni precarie, impiegandoli in attività di basso profilo e pagandoli quasi niente. Gli ucraini in Polonia stanno vivendo difficoltà, disagi e discriminazioni persino peggiori che non nel loro paese d'origine. Il flusso migratorio continua e risulta ormai inarrestabile, mettendo a dura prova anche la proverbiale accoglienza polacca. Per questo la Polonia non sta opponendo alcun ostacolo permettendo, ai nuovi profughi che giungono dall'Ucraina, il transito nel proprio territorio per consentire loro di entrare in altri Stati europei.

Una minaccia reale

L'Europa è quindi seriamente minacciata, non certo dai migranti, bensì dall'implosione che questo fenomeno migratorio comporterà a breve se non si decide qualcosa in fretta. L'Unione Europea è allo sbando, fra i tanti problemi sul tavolo di Bruxelles, che peraltro si stanno sempre più aggravando, su nessuno dei temi in discussione sembra esserci accordo.

Fra i paesi membri vige un egoismo esagerato, incomprensibile e assolutamente pericoloso, questo fatto non ci porterà da nessuna parte se non al peggio.

L'Europa dimostra, ogni giorno che passa, di non essere pronta a governare le sorti di oltre 500 milioni di persone, visto che non riesce nemmeno a gestire 40 mila migranti. Lunedì 22 giugno si riuniscono i capi di governo europei per decidere sui tanti temi che ci affliggono. Sarà una prova generale, da quel consesso si capirà se c'è speranza per questa Europa.