Italia, Algeria ed Egitto hanno chiesto una soluzione per porre rimedio alla tragica situazione politica in Libia. La Libia si trova immersa nel caos più completo dopo il rovesciamento da parte della Nato nel 2011 e l'uccisione del dittatore Moamer Kadhafi (Gheddafi), con gli ex ribelli intenti a ritagliarsi un pezzo di terra lungo il Paese. Due parlamenti sono in pole position per il controllo del Paese, nel quale lo Stato Islamico Jihadista ha fatto breccia.

Non sono serviti i lunghi mesi di mediazione tra le fazioni libiche: oggi, lunedì, i membri dei parlamenti rivali si incontrano in Marocco per cercare un accordo volto alla creazione di un governo prima del 17 giugno, data dalla quale prenderà il via il Ramadan.

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Cosa prevede l'incontro in Marocco?

Gli accordi verranno presi nella città turistica di Skhirat, e si cercherà di scrivere una bozza e accordo in modo che si arrivi alla conclusione del conflitto in Libia: vi è il pericolo che gran parte di essa possa cadere in mano all'Egitto, allarmando di conseguenza Algeri.

Non finisce qui perché questo conflitto rischia di creare ondate di guerriglie locali soprattutto nelle regioni meridionali, dove la situazione geopolitica è più instabile.

Il ministro italiano, degli affari esteri e della cooperazione internazionale (Governo Renzi), Paolo Gentiloni garantisce che con questo incontro diplomatico tra Stati si giungerà certamente a un "momento importante". Si parla già di una svolta anche per il nostro Paese dato che un'accordo potrebbe anche contribuire ad arginare il flusso migratorio verso l'Europa dall'Africa via Libia , dove i trafficanti hanno approfittato del caos per rafforzare il proprio business redditizio.

Il tempo scorre veloce e fa da nemico. Proprio in nome di questa emergenza, Gentiloni sottolinea che il vero senso dell'incontro è proprio quello di lanciare un messaggio forte e chiaro: il tempo è cruciale ed entro le prossime due settimane si dovrà raggiungere un'accordo di unità nazionale.

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Gentiloni sia augura che la buona volontà dell'Italia, Egitto e Algeria provenga anche dal G7 e che si arrivi al compromesso sperato facendo capire ai libici che un'accordo rientra prima di tutto nei loro interessi.