Il referendum di domenica 6 luglio in Grecia in merito all'austerity europea, e la vittoria del "No" stanno cominciando ad avere i primi risvolti all'interno dell'Unione Europea. Infatti, il braccio di ferro tra il Paese ellenico e gli Stati dell'Eurozona, sta risvegliando il vecchio fronte dei cosiddetti "euroscettici" che stanno ancora lottando per raggiungere l'obiettivo dei parametri di bilancio e premono per scappare dall'unione monetaria. Tra le potenze del Vecchio Continente, la Gran Bretagna è da sempre la meno favorevole all'avvento della moneta unica, ma in questi ultimi giorni sta facendo sentire la propria voce l'Austria che, a sorpresa, potrebbe ripercorrere le orme della Grecia.

Austria in crisi, presentata proposta di legge per uscire dall'Euro

L'Austria è finita nel vortice della Crisi economica e non riesce ad uscirne. Per tutta risposta, i cittadini austriaci, con una raccolta di firme organizzata nei giorni scorsi, sono riusciti a mettere insieme ben 250 mila firme che hanno dato l'opportunità di presentare al Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare, nella quale si chiede l'uscita dalla moneta unica come soluzione per risollevarsi dalle difficoltà economiche. Finora, non si è dato molto adito all'iniziativa austriaca, perché questa proposta di legge non è stata avanzata da alcun partito, dato che non ci sono forze politiche in grado di assumersi responsabilità inerenti un eventuale abbandono dell'Eurozona.

Il Parlamento ha tutte le facoltà sia per accettare la proposta di legge, sia per rifiutarla e, se si verificasse questa seconda condizione, attenzione al referendum stile - Grecia.

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Infatti, il legislatore, tenendo conto dei precedenti avvenuti non solo nello Stato ellenico, ma anche in Scozia e in Catalogna, dovrebbe uniformarsi e concedere ai cittadini austriaci di andare alle urne per appoggiare, o meno la proposta di legge che caldeggia la "fuga dall'Euro".

Le motivazioni per cui il popolo austriaco preme per abbandonare l'unione monetaria sono molteplici. Le principali riguardano la speculazione selvaggia delle banche che ha sottratto molto denaro ai contribuenti, la politica di austerity che da Bruxelles hanno richiesto per rispettare i parametri economici e che si è abbattuta soprattutto sulle famiglie e sui pensionati, e infine una serie di accordi internazionali, come quello sul libero scampio, TTIP tra Stati Uniti ed Europa, che hanno avvantaggiato le multinazionali, danneggiando le piccole e medio imprese. L'Unione Europea, distratta dal "caso - Grecia", deve stare bene attenta a questa mina vagante di nome Austria perché, qualora anche qui vi fosse una forte spinta verso l'uscita dall'Euro, tutto il sistema dell'unione politica, economica e monetaria rischierebbe davvero di crollare definitivamente.