La Grecia sta diventando sempre di più il dente che duole dell'Europa. Come si sa, un dente si può curare, ma se poi continua a far male diventa necessaria un'estrazione. Certo, a parole tutti dicono di voler evitare in ogni modo una Grexit, ma da nessun organo e da nessun paese dell'Unione Europea è venuta una proposta che aprisse uno spiraglio alla Grecia. E Tsipras, verosimilmente, forte anche della volontà popolare, non cederà di certo ora.

Dura durissima Merkel

Angela Merkel e il suo governo non paiono essere rimasti colpiti dal risultato del referendum greco.

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Come si apprende dal sito dell'ansa, sia la cancelliera sia il suo ministro delle finanze, per quanto non auspichino (almeno non apertamente e ufficialmente) l'uscita della Grecia dell'euro, continuano a sostenere le posizioni che hanno sempre sostenuto: la Grecia deve cedere e cominciare a fare qualcosa di concreto per essere in grado di restituire i soldi che deve all'Europa, non esiste nelle loro menti la prospettiva di una ristrutturazione o di un taglio del debito.

Linea durissima quindi, come del resto ci si aspettava dalla Germania. In questa situazione però una via d'uscita per la Grecia che non passi per una Grexit non è facile da immaginare. Tsipras non cederà certo adesso, dopo aver mantenuto il punto per tutto questo tempo e con la forza in più datagli dal referendum che ha chiarito in che misura il popolo greco sia dalla sua parte. Oggi alle 13 è previsto un eurogruppo, vedremo se la linea dura prevarrà o se ci saranno delle aperture per permettere la ripresa delle trattative.

La situazione greca

Il tempo per la Grecia però stringe. Il sito dell'ansa rende noto che le banche e la borsa di Atene rimarranno chiuse anche per tutta la giornata di domani, e il tetto dei prelievi per i cittadini rimane di 60 euro. La liquidità degli istituti bancari ellenici sta per finire: il protrarsi di questa situazione non può che avere risultati disastrosi per la già criticissima situazione economica greca.

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A questo punto, stando alle opinioni diffuse tra i ministri delle finanze che domani parteciperanno all'euogruppo, il cerino è nelle mani del governo greco, che dovrà presentare delle nuove proposte da discutere con gli altri membri dell'Unione Europea. Ma le proposte della Grecia di certo non saranno molto diverse da quelle che sono state presentate fino ad ora e che sono state bocciate su tutta la linea dall'Europa. Perchè l'Europa pare continuare a voler seguire sostanzialmente la linea della Germania, sostenuta da molti esponenti degli stati membri, compresi gli italiani Renzi e Padoan. Il grande problema della Grecia a livello politico è che nessuno dei governi europei si è schierato apertamente dalla sua parte. Anche se tutti dicono di voler scongiurare lo strappo, compreso Juncker, nessuno poi nei fatti è disposto a sostenere le posizioni di Tsipras. Cosa potrebbe cambiare dopo l'eurogruppo di oggi, a questo punto, è veramente impossibile prevederlo, rimane solo da aspettare e vedere se e come il referendum greco cambierà la situazione in Europa.