Grecia, tutti gli occhi sono puntati sul referendum previsto per domenica prossima. Esso si baserà su una consultazione riguardante il sì o il no all'Europa, una consultazione che ha indispettito un pò tutti, Angela Merkel in primis, che ha infatti bloccato ogni sorta di negoziato fino all'esito del referendum. Tsipras ieri si è rivolto alla popolazione ellenica, tramite un appello in TV, invitando tutti a votare no, affermando: "Votare no, non significa l'uscita dall'euro".

Non perdere gli ultimi aggiornamenti Segui il Canale Lega Nord

Ha poi aggiunto: "Vogliamo un accordo sostenibile e non i ricatti". Riccardo Ceccagnoli, nel suo servizio andato in onda durante il TG5 delle 8:00 (2 Luglio 2015) è stato molto esaustivo riguardo la difficile situazione tra Grecia ed Unione Europea.

Anche in tale servizio, è stato ricordato che ogni tipo di accordo tra Grecia è creditori, riguardo una possibile soluzione, è congelato fino all'imminente referendum del 5 Luglio, il cui risultato, come afferma la testata Panorama, potrebbe mettere a rischio la stabilità sia dell'Euro, che dell'Unione Europea. 

Merkel, la nuova iron lady

L'Eurogruppo, si può ben dire, pende dalle labbra della cancelliera Merkel, la quale è pronta a dare la giusta risposta alla decisione della consulta, qualunque essa sia. Nel frattempo Atene si trova in un limbo, in quanto non è più protetta da un ombrello finanziario, ha inoltre debiti ingenti verso il Fondo Monetario ed è in attesa di sapere se l'Europa avrà intenzione di tenderle per l'ennesima volta una mano, oppure la lascerà al suo oscuro destino, quando il 20 Luglio scadrà il suo debito con la Banca Centrale Europea, che ieri sera ha deciso di rinnovare la liquidità d'emergenza con le banche elleniche.

I migliori video del giorno

Tutto ciò, assieme allo stesso Fondo Monetario, che, nonostante la situazione non proprio idilliaca con lo stato greco, continua a rassicurare Atene, poichè la priorità resta quella di aiutare la nazione. Del resto è stato riferito, che i paesi del FMI, anche nel caso in cui la Grecia non saldi i debiti, non ne risentiranno in maniera grave.

Domenica l'epilogo?

Le trattative sono al momento bloccate e manca la volontà di concludere, come ha sottolineato il presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker. Mentre l'Europa sanciva lo stop alle trattative, Tsipras, come già detto, era in TV a chiedere alla Grecia di votare no: "E' un passo decisivo-ha detto-per ottenere un accordo migliore, a cui miriamo a partire da lunedì dopo il referendum". Un passo decisivo, poichè, come ha aggiunto lo stesso premier ellenico: "Significherebbe tornare ad un'Europa di valori". Intanto il ministro dell'economia Yanis Varoufakis ha rilanciato: "Bisogna avviare un nuovo programma di aiuti, perchè il precedente è scaduto". Ad ogni modo, sentenza della consulta a parte, la situazione in Grecia è sempre più drammatica e la tensione e l'attesa, per questo referendum, salgono di ora in ora.