Punto di confluenza tra i capitali americani e quelli europei la City nella capitale londinese è diventato un spazio esclusivo dei capitali privati provenienti dal tutto il mondo attratti della possibilità d’investire in un paese moderno e democratico e nella sua capitale economica e finanziaria che per secoli ha conosciuto l’afflusso del denaro. Questo ha portato tanta ricchezza al Regno Unito che ha potuto espandere l’influenza nel mondo attraverso l’enorme disponibilità del denaro messo in circolazione attraverso sempre più innovativi e sofisticati strumenti finanziari. La mancata trasparenza e tracciabilità di questi ingegni finanziari e le grosse lacune sulla regolarizzazione del sistema finanziario mondiale hanno attirato ancora di più i capitali di provenienza oscura, sempre più collegati ai proventi dalla corruzione o dalle mafie.

Il sistema finanziario internazionale londinese è molto complesso e le banche che gestiscono questo flusso hanno creato un importante sistema offshore mondiale che riesce a drenare grossi flussi di denaro arrivati dai altri paradisi fiscali che passano attraverso le dipendenze della Corona Britannica (come le Isole Cayman e le Isole Vergini Britanniche per esempio). Questi soldi spesso arrivano già puliti oppure con elementi impropri per individuare la provenienza e nascondere i proprietari o le società che sono dietro.

Le principali mafie italiane hanno attraversato da molto tempo il loro confine, senza accontentarsi di guadagnare l’influenza nel nord ricco del paese con la Milano in capofila delle città ormai conquistate in silenzio, con la consapevolezza che la City poteva diventare l’affare d’oro per i loro interessi nel mondo.

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Cosi la mafia italiana ha fatto un salto di qualità nel modo di gestire gli affari sporchi, con i flussi di denaro che corrono in silenzio sulle strade della City, flussi che riempiono piano piano i quartieri di grattacieli e investimenti fasulli, di opere che non hanno nessuna corrispondenza sulla vita reale della gente, i quartieri che si svuotano lasciando spazio solo alle imprese oscure, che hanno ruolo di gestire e comandare i nuovi centri di potere e distribuire ad altri paradisi fiscali l’enorme flusso di denaro. Per evidenziare questo basta guardare che a Londra il 90% dei immobili di proprietà di società straniere sono di società registrate in paradisi fiscali.

La risposta della politica è quasi inesistente

Tra un mese la Gran Bretagna sarà chiamata a votare al referendum sulla cosiddetta Brexit e la cosa ancora più difficile da capire per i britannici è che l’uscita dall’Europa porterà inevitabilmente ad una insolazione economica e forse un’apertura più ampia alla economia statunitense e globale che rischia di diminuire l’influenza in Europa.

Su questo aspetto probabilmente la mafia non guarda favorevole la possibilità d’uscita del paese dal Europa, perché così si potrebbe mettere a rischio la possibilità di far girare in Europa ogni anno centinaia di miliardi di dollari di provenienza criminale.

A Londra non si respira l’aria pesante della criminalità come a Napoli, ma il denaro che gira fa probabilmente più vittime di quelle che possiamo immaginare perché il controllo dell’economia britannica è probabilmente da tanto sfuggito di mano e i politici si sono trasformati in personaggi poco attendibili e con interessi oscuri. Ci vuole un impegno coraggioso dalla società civile per dire no alla trasformazione della City di Londra in una seconda lavanderia al mondo di denaro sporco del narcotraffico, dopo Wall Street, per dire no a questa direzione e tra un mese il voto al Brexit potrebbe già dare tante risposte sulla direzione.