Il leader nord-coreano Kim Jong-un durante un discorso pronunciato a Capodanno, ha annunciato: "Siamo entrati nella fase finale dei test di lancio di un missile balistico intercontinentale in grado di trasportare ordigni nucleari". Insomma detto in altri termini, sempre stando alle parole pronunciate dal leader norcoreano, il suo paese starebbe portando a termine gli ultimi test relativi al lancio del primo missile balistico intercontinentale capace di trasportare testate nucleari. Aleggia il più fitto mistero riguardo a se e quando la Corea del Nord darà effettivamente seguito a queste intenzioni. Stando però alle indiscrezioni dell'intelligence americana e sudcoreana, il pericolo sarebbe reale e soprattutto "imminente".

Le parole di Kim Jong-un

In particolare Kim Jong-un ha precisato che il suo Paese 'rafforzerà il potere difensivo fino a quando non cesseranno le esercitazioni militari degli Usa e della Corea del Sud'. Tale "alleanza" tra i due paesi, secondo il leader nord-coreano, sarebbe la prova irrefutabile della preparazione della guerra nella penisola della Corea. Nel suo discorso Kim Jong-un ha poi aggiunto: "PyongYang ha ormai acquisto lo status di potenza nucleare". Ricordiamo che in questi mesi PyongYang ha condotto una serie di di test atomici, l'ultimo il 9 settembre scorso. Nel febbraio del 2106 invece lanciò un satellite nello spazio, mossa che da molti analisti è stata interpretata nel senso di un test per perfezionare la tecnologia relativa al lancio dei missili balistici.

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Corea del nord: le sanzioni dell'Onu

D'altronde i rapporti tra la Corea del Nord, la Corea del Sud e il Giappone rimangono molto tesi e delicati. Ad inizio dicembre proprio il Giappone e la Corea del Sud hanno chiesto che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite rinnovasse le sanzioni contro la Corea del Nord. Le Nazioni Unite hanno accolto la richiesta. Per tutta risposta il leader nord-coreano JimJong-un ha tenuto una esercitazione militare simulando un attacco a Seul. Inoltre ha anche dichiarato di poter avvalersi di un tunnel che consentirebbe a circa 30mila soldati di arrivare oltre confine in appena un'ora di tempo.