La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso ferma condanna per l'incidente avvenuto nella notte tra il 28 e il 29 maggio 2026, definendo un "atto gravissimo" l'impatto di un drone russo su un edificio civile in Romania. L'episodio, che ha causato il ferimento di due cittadini, si è verificato sul territorio di uno Stato membro dell'Unione Europea e alleato della NATO, sollevando immediate preoccupazioni per la sicurezza europea e regionale.
Meloni ha sottolineato la gravità della situazione, affermando che "questa guerra di aggressione non risparmia nessuno, continuando a colpire brutalmente civili innocenti, ignorando ogni limite e mettendo a rischio la sicurezza europea".
La leader italiana ha inoltre manifestato la sua più profonda vicinanza e solidarietà alle persone colpite, al Governo e a tutto il popolo romeno, evidenziando l'impatto umano e politico dell'accaduto.
L'incidente del drone a Galati e le sue conseguenze
Le autorità romene hanno fornito dettagli sull'accaduto, precisando che il drone russo faceva parte di una più ampia ondata di attacchi notturni diretti contro l'Ucraina. Il velivolo senza pilota si è schiantato su un edificio residenziale nella città di Galati, situata nell'est della Romania, provocando il ferimento di due persone. L'impatto ha innescato un incendio, rendendo necessaria l'evacuazione di numerosi residenti dalle loro abitazioni.
Il Ministero della Difesa romeno ha confermato che il drone era stato accuratamente tracciato dai radar mentre attraversava lo spazio aereo nazionale prima di colpire l'obiettivo civile.
Nonostante la gravità dell'evento, il generale Gheorghe Maxim, comandante ad interim dello Stato maggiore delle forze armate romene, ha chiarito che l'episodio "non è un attacco della Russia contro la Romania". Tuttavia, ha ribadito con forza che "la Russia rappresenta una minaccia per la sicurezza dei Paesi dell'area", sottolineando la costante tensione geopolitica. La posizione strategica di Galati, sul fiume Danubio e in prossimità dei confini con Ucraina e Moldavia, amplifica le preoccupazioni relative alla stabilità regionale.
Richieste alla NATO e contesto degli attacchi
A seguito dell'incidente, la Romania ha prontamente richiesto alla NATO un'accelerazione nel trasferimento di capacità anti-drone per rafforzare le proprie difese aeree e proteggere meglio il proprio territorio e la sua popolazione. Il Ministero degli Esteri romeno ha descritto il volo del drone come una "grave violazione del diritto internazionale", evidenziando la necessità di una risposta coordinata e robusta da parte dell'alleanza. Questo evento si inserisce in un contesto di intensi attacchi: nella stessa notte, le forze ucraine hanno intercettato e abbattuto ben 217 droni su un totale di 232 lanciati dalla Russia, oltre a un missile balistico, con impatti registrati in 14 diverse aree del territorio ucraino.
L'episodio in Romania ha riacceso il dibattito sulla vulnerabilità delle aree di confine e sull'urgenza di potenziare i sistemi di difesa aerea nei Paesi dell'Europa orientale. La sicurezza europea rimane una priorità assoluta di fronte a tali minacce, che dimostrano come il conflitto in corso possa avere ripercussioni dirette anche al di fuori delle zone di combattimento immediate, coinvolgendo Stati membri dell'Unione Europea e della NATO.