Il partito Diritto e Giustizia (PiS), principale opposizione polacca, ha subito una profonda spaccatura il 24 luglio 2026. Il leader Jarosław Kaczyński ha annunciato l'espulsione dell'ex premier Mateusz Morawiecki e di almeno trenta membri. La decisione è giunta dopo il tentativo di Morawiecki di fondare un nuovo partito politico tramite la sua associazione Rozwój Plus.
Kaczyński aveva chiesto lo scioglimento di Rozwój Plus e una dichiarazione di lealtà. Morawiecki ha rifiutato, citando "connotazioni storiche negative". I colloqui di compromesso sono falliti.
Kaczyński ha confermato le dimissioni in corso, dichiarando che "è tutto finito" per Morawiecki.
Le ragioni della frattura e le prospettive politiche
La frattura riflette divergenze strategiche: Kaczyński sostiene una linea più conservatrice per il PiS, mentre Morawiecki e i suoi alleati puntano ad allargare il consenso verso l'elettorato di centrodestra per le elezioni parlamentari del 2027. È la rottura più grave nel PiS dalla sua fondazione nel 2001.
I sondaggi mostrano il PiS come una delle maggiori forze polacche, con un sostegno tra il 19% e poco meno del 30%. Nessuna rilevazione indica la possibilità di governare da solo, rendendo necessarie coalizioni.
Il ruolo di Morawiecki e le relazioni europee
Nel gennaio 2025, Mateusz Morawiecki ha assunto la presidenza dei Conservatori, succedendo a Giorgia Meloni. Il PiS e Fratelli d’Italia fanno parte del partito ECR e del gruppo al PE. Sul fronte europeo, il PiS si oppone a politiche dell’Unione, in particolare al Green Deal europeo. Przemysław Czarnek ha sostenuto il ritiro della Polonia dal sistema europeo di scambio di emissioni, ritenuto dannoso per la competitività economica. Il presidente Karol Nawrocki, appoggiato dal PiS, ha promosso un referendum sulle politiche climatiche dell’UE.
La spaccatura interna potrebbe portare alla nascita di una nuova forza politica guidata da Morawiecki. Potrebbe attrarre conservatori moderati e l’elettorato orientato al business, ridisegnando gli equilibri politici della Polonia in vista delle elezioni del 2027.