La russa Gazprom ha segnalato un attacco attribuito all'Ucraina contro il gasdotto Blue Stream, che collega Russia e Turchia. L'annuncio segue una serie di attacchi che, secondo la società, hanno preso di mira infrastrutture chiave per l'esportazione di gas verso Turchia ed Europa.
Infrastrutture e impatti sulle forniture
Attacchi hanno colpito diverse stazioni di compressione nella Russia meridionale, tra cui Russkaya, Beregovaya e Kazachya. Queste sono cruciali per l'alimentazione dei gasdotti TurkStream e Blue Stream. Beregovaya è punto di partenza del Blue Stream (gas Turchia orientale).
Kazachya trasferisce gas a Russkaya, che assicura pressione per consegne tramite il TurkStream (gas Turchia europea).
Igor Yushkov, esperto del National Energy Security Fund russo, ha avvertito: "se queste stazioni venissero chiuse, non solo l'Europa ma anche la Turchia potrebbe rimanere senza gas". Nonostante ciò, Gazprom ha assicurato attacchi respinti e flussi di gas proseguiti regolarmente, senza interruzioni.
Ruolo strategico del gas russo per Turchia ed Europa
Il Blue Stream e il TurkStream sono rotte primarie per l'esportazione di gas russo verso Turchia e, indirettamente, alcune nazioni europee. Sebbene Ankara diversifichi le fonti, la Turchia mantiene una dipendenza significativa dal gas russo.
Importa gas anche da Azerbaigian e Iran; notevole capacità GNL rende un blocco totale meno probabile anche con interruzione di una rotta.
Il TurkStream, operativo dal gennaio 2020, è l'unica rotta via gasdotto rimasta per il gas russo diretto in Europa attraverso la Turchia. Paesi come Serbia, Ungheria e Slovacchia ricevono gas tramite questa infrastruttura. Il suo ruolo strategico è evidente per l'approvvigionamento turco e le esportazioni russe residue verso l'Europa. Interruzioni più ampie potrebbero inasprire i mercati del gas, costringendo Turchia e acquirenti europei a rivolgersi maggiormente al GNL.