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Il caro metallo è tra i beni con la migliore performance da inizio anno e risulta tra i prodotti con il maggior rialzo. L'investimento nel metallo prezioso è spesso stato una scelta dettata dalla necessità di parcheggiare la liquidità in momenti di forte "volatilità". L'andamento risulta alquanto imprevedibile, perché da "bene rifugio" sembra essersi trasformato in un investimento speculativo. Infatti, al momento l'oro non sembra scontare la politica della Fed. Esso mantiene la funzione di "bene rifugio" in un periodo in cui i mercati finanziari sono traballanti e il metallo prezioso diventa "asset class" su cui investire, anche se le Borse salgono a causa del rialzo dei tassi americani e dell'indebolimento del dollaro.

Le previsioni sull'andamento dell'oro per il 2016 non facevano ben sperare fino a pochi mesi fa, soprattutto a causa del trend negativo manifestato nel 2015, anno in cui è giunta al culmine la bolla speculativa che aveva avvolto il bene a partire dal 2011, minandone le quotazioni del 50%. Dall'inizio del 2016, l'andamento ha subito un cambiamento, con conseguente crescita dell'11% che, attualmente, lo rende il miglior asset, con una tendenza al rialzo che non si vedeva proprio dal fatidico 2011.

Sì agli investimenti in oro per il 2016

Investire in oro è possibile attraverso il ricorso all'oro fisico, acquistando vere e proprie monete o lingotti in banca, o presso società specializzate. Si può fare affidamento anche sull'oro finanziario, attraverso l'acquisto di quote in fondi specializzati in metalli preziosi.

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L'investimento in oro fisico va fatto tenendo in considerazione tre fattori: il prezzo, i grammi d'oro puro e lo spread (il costo applicato dal rivenditore per il suo guadagno). Lo svantaggio è dato dalle scelte su come e dove conservarlo.

L'investimento in oro finanziario, invece, permette di ovviare a questa problematica, e si può concretizzare ricorrendo a etc o etf sull'oro, futures, opzioni e azioni di società minerarie attraverso fondi costruiti ad hoc. I migliori fondi da inizio anno sono: il "Deutsche Invest I Gold and Precious Metals Equities LC" con un rendimento di quasi il 30% da inizio anno e che investe i 2/3 del portafoglio in società che derivano i propri profitti dal commercio di metalli preziosi; "Amundi Funds Equity Global Gold Mines-Su" con una performance del 25%, il cui patrimonio è  concentrato su azioni di società specializzate nell'estrazione di oro e di metalli preziosi. Infine abbiamo "Bgf World Gold E2 Eur" con una performance del 25% e una politica d'investimento che prevede la collocazione del proprio portafoglio su azioni di società minerarie.

I motivi alla base della decisione di investire in oro sono rimasti gli stessi nel corso della storia: "in primis", riparo dall'inflazione (l'oro ha mantenuto il proprio valore rispetto al tasso d'inflazione negli ultimi 200 anni), poiché è considerato un "bene rifugio" grazie alla stabilità di cui gode e per il fatto che l'andamento non è direttamente influenzato dalle politiche economiche di ogni singolo Paese; "in secundis" l'alta liquidità perché può essere venduto 24 ore su 24 sulle piazze mondiali. Infine, da non sottovalutare la diversificazione, dal momento che l'oro, ad esempio, è l'unico bene negativamente correlato con gli altri settori d'investimento, ovvero si muove in senso opposto rispetto a buoni del Tesoro, mercato azionario americano e obbligazioni.

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