Il personale della scuola, quello della "quota 96", attendeva, non senza trepidazione, il responso della Corte Costituzionale sulla loro situazione assurda, venutasi a creare a seguito della riforma Fornero sulle pensioni.
Attesa al momento vanificata in quanto la Corte, dopo aver ascoltato gli avvocati dello Stato e della parte civile, si è riunita in camera di consiglio per decidere sull'ammissibilità delle eccezioni. Pertanto bisognerà aspettare la sentenza che arriverà probabilmente tra un mese.
Delusione quindi, ma anche attesa fiduciosa in quanto sembra che i giudici della Suprema Corte abbiano accolto e ben compreso le motivazioni addotte dalla parte civile.
Si tratta di attendere e sperare in un giudizio favorevole che ponga fine a due anni di illusioni e disillusioni.
Ricordiamo che "quota 96" stava a rappresentare il numero che bisognava raggiungere (61 anni e 35 anni di servizio oppure 60 anni di età e 36 anni di servizio) che, se maturati entro il 31 dicembre 2011, consentivano al dipendente di accedere al trattamento pensionistico immediatamente.
Intanto, anche la parte politica si è mossa. L'onorevole Ghizzoni avrebbe presentato l'emendamento atteso, che recepirebbe le istanze dei quota 96, a seguito anche dei numeri definitivi relativi al personale scolastico inteeressato. A detta della deputata Manuela Ghizzoni del Partito Democratico, i quota 96 ammonterebbero a 3976, nettamente inferiori a quanto stimato dai vertici dell'INPS qualche giorno fa.
Ne sapremo di più nei prossimi giorni. Intanto a Roma è stata programmata una manifestazione davanti al MIUR, per far sentire le voci e le ragioni della protesta.