Si sperava che dall'incontro tra le organizzazioni sindacali e il ministro della Pubblica Istruzione arrivassero almeno parole di speranza. Ma così non è stato. I sindacati hanno chiesto un intervento del Ministro, ma senza ottenere ciò che i quota 96 speravano. Tutto è rinviato a certezze economiche, che non arrivano e che nessuno oggi riesce a dare. Neppure il premier Renzi, che pure molto si era spesso sulla scuola all'atto del suo insediamento quale Presidente del Consiglio.
Novità invece arrivano dal fronte parlamentare
Da parte dei parlamentari di SEL Giulio Marcon e Annalisa Pannarale è stata presentata un'interrogazione al fine di conoscere le intenzioni e le strategie del Governo per dare una soluzione all'errore commesso dalla allora ministro Fornero per il personale della scuola in quota 96 oltre due anni fa, al momento dell'entrata in vigore delle nuove norme pensionistiche.
Nella interrogazione viene posta una data perentoria, il 15 giugno, per emanare disposizioni e procedure per mandare in pensione il personale scolastico ex 96.
Il Presidente della Camera, Laura Boldrini, prende posizione
"La soluzione al problema degli esodati è un vero e proprio imperativo etico". Così si è espressa la presidente Boldrini, garantendo che nella riunione dei capigruppo in programma per il 7 maggio, si discuterà di questa questione unitamente al problema dei quota 96.
L'autorevole intervento della Boldrini, unitamente all'interrogazione parlamentare di Sel, riusciranno a dare una "scossa" alla questione e risolvere entro la fine dell'anno scolastico la vicenda?
I quota 96, o meglio gli "ex" se lo aspettano.