Nonostante la felicità e l'ottimismo imperante e travolgente che domina la società italiana dopo la sfolgorante vittoria del nuovo salvatore del paese Matteo Renzi alle Elezioni Europee, a cui poco più della metà degli italiani hanno partecipato, arrivano, dai soliti gufi ovviamente, dati un po' meno incoraggianti che riguardano il mercato del lavoro, che ovviamente non costituisce nemmeno più un problema dopo lo sfolgorante Jobs Act approvato dal governo.

Tuttavia pare che qualcuno non voglia rassegnarsi all'imponente vento del cambiamento e remi contro questo governo dei miracoli.

Le rilevazioni che arrivano dall' "Associazione Bruno Trentin", della CGIL, riferiti sul "Fatto Quotidiano", dipingono infatti una situazione che definire a tinte fosche sarebbe sì un esercizio di ottimismo estremo.

Nove milioni e trecento mila sono infatti le persone in Italia in forte difficoltà per carenza o precarietà di lavoro. Ma il dato più spaventoso e preoccupante è che costoro sono il 56,8% in più rispetto all'ultimo anno prima della crisi, il 2007. Perciò da sei anni a questa parte vi è stato un aumento vertiginoso di oltre 3 milioni di nuovi individui in crisi economica. Nell'ultimo trimestre del 2013, infine, è stato raggiunto il picco più alto dall'inizio delle rivelazioni, a testimonianza di un peggioramento che continua ancora oggi.Se si aggiunge che anche a livello continentale il nostro paese soffre molto più della media, anche di quella a 28 paesi, dell'Unione Europea, che vede il tasso di disoccupazione complessiva perdere mezzo punto, mentre da noi è in salita di 0,7, i motivi per stare sereni, ottimisti e felici sembrano essere davvero molto molto pochi.