Ancora una volta la buona notizia che riguarda le Pensioni Quota 96 arriva tramite un tweet dell'onorevole Francesco Boccia, Presidente della Commissione Bilancio. Il tweet dice semplicemente ' OK da ComBilancio a #quota96scuola nonostante parere contrario MEF. Ns impegno rispettato'. Una breve frase che rivela anche un punto fondamentale della questione Quota 96, ovvero la contrarietà del MEF. E ora cosa succede?

Scuola, Pensioni Quota 96: dopo la Commissione Bilancio?



La Commissione Bilancio ha stabilito che le coperture economiche per mandare in pensione i docenti Quota 96 esistono e ha approvato l'emendamento che permetterà loro di lasciare il mondo della scuola il 31 agosto 2014. Nonostante il MEF abbia espresso parere contrario, il Parlamento si è imposto. Ma cosa succederà adesso? L'emendamento per passare definitivamente deve ancora affrontare due scogli: il voto di fiducia della riforma PA del governo e il parere del Senato.

Scuola, Pensioni Quota 96: voto di fiducia e Senato



Se il governo non dovesse approvare la riforma della PA, tutto sarebbe nuovamente messo in discussione, compreso l'emendamento relativo ai Quota 96. Ma le indicazioni che si hanno è che il Governo voterà la fiducia al decreto, per cui salvo disastri imprevisti, questo scoglio dovrebbe essere superato senza alcuna difficoltà. Poi toccherà al Senato esprimersi sulla questione, possibilmente entro la data dell'8 agosto, ovvero prima della pausa estiva. È indispensabile per i Quota 96 che il decreto non subisca altri ritardi, altrimenti il primo settembre i docenti sarebbero costretti a tornare in aula. Il problema è che il tempo è davvero poco e il lavoro da fare tanto. Il Senato ha in sospeso di giudizio più di 8000 emendamenti, per cui si spera che la riforma PA abbia un minimo di precedenza, dato che i tempi per i professori sono così stretti. Bisogna anche tener conto del lavoro che toccherà fare all'INPS di valutazione delle domande di pensionamento, se l'emendamento verrà approvato. E naturalmente, i docenti devono anche vere il tempo di presentare la domanda. Insomma...si tratta di una vera e propria corsa contro il tempo. Resta comunque l'amarezza del no del MEF. Voi cosa ne pensate? È stato giusto non tener conto del parere del MEF? Lasciateci un commento con le vostre opinioni.