Nella giornata di ieri è ufficialmente iniziato l’iter di costituzione della riforma della Scuola 2014: il programma presentato da Giannini e dal MIUR è già steso su carta, e nonostante il coro di unanime disapprovazione giunto da Gilda degli Insegnanti (il sindacato di categoria) e dai docenti il provvedimento sfocerà in una legge delega. Ad averlo annunciato è stato il sottosegretario di Stato all’Istruzione Roberto Reggi.



Cerchiamo dunque di capire cosa preveda la riforma della Scuola 2014 e il perché delle tante polemiche che ha già suscitato.

Pubblicità



Riforma Scuola 2014, Giannini e il MIUR: contratto da 36 ore settimanali, potere economico ai presidi e abolizione PAS e TFA



Come accennato in apertura, quelli in corso verranno ricordati come i giorni di avvio dell’iter di riforma della Scuola 2014; tra i tanti punti ritenuti ‘inaccettabili’ l’incremento delle ore di lavoro settimanali, spostate a 36 dalle precedenti 18, e l’aumento di stipendio (fissato in un massimo del 30%) riservato esclusivamente alle categorie di docenti impegnate in attività extracurriculari (lingue, informatica) o in ruoli di particolare responsabilità (vicepreside o insegnanti senior). Per di più saranno i presidi a decidere a chi destinare i bonus stipendiali.



Sotto accusa anche l’incremento dei giorni di disponibilità, che potrebbero arrivare sino a quota 230, e la questione delle supplenze brevi, che sarebbero coperte dai docenti interni in forma gratuita grazie all’incremento delle ore di lavoro settimanali.



La riforma della Scuola 2014 di Giannini e del MIUR inciderà anche sul percorso di formazione: via TFA e PAS, via le GAE Scuola, le Graduatorie ad esaurimento, con annesso svuotamento e riversamento all’esterno degli attuali 154mila iscritti, via le Graduatorie di istituto, che al momento contano circa 467mila iscritti. Per diventare docenti ci vorrà una laurea magistrale, la frequenza di un tirocinio e la conseguente abilitazione.

Riforma Scuola 2014, no di Gilda e docenti ma la legge delega è pronta



La Riforma della Scuola 2014 di Giannini e del MIUR, così com’è strutturata, ha già innescato una raffica di polemiche sul web: tante gli interrogativi in piedi, a cominciare da aumenti di stipendio contenuti (e solo per alcuni) rispetto al raddoppio delle ore (per tutti) per finire al mancato conteggio delle ore di lavoro a casa, con la correzione dei compiti e la preparazione delle lezioni non considerate all’interno delle famose 18 ore.



Ad aver fatto leva su questi e molti altri punti col fine di argomentare il proprio ‘no’ è stato il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio: ‘Giannini e il MIUR intendono spremere i docenti non considerando tutte le ore di lavoro fatte a casa, quello imposto dal ministro è un contratto di autorità inaccettabile’.



Ad aggravare il quadro il fatto che un provvedimento dalla portata così ampia non sia stato oggetto di discussione preliminare con i sindacati: peccato che il sottosegretario di Stato Reggi abbia già sottolineato che ‘entro 10 giorni al massimo’ la riforma della Scuola 2014 diverrà una legge delega.



E Voi cosa pensate del provvedimento? Come giudicate l’imposizione forzata che sta giungendo dal MIUR e dal ministro Giannini? Dateci il vostro parere commentando l’articolo qui sotto!