Si è fatto un gran parlare, in questi giorni, del piano Giannini, di aumento a 36 ore settimanali per gli insegnanti della Scuola primaria e d'infanzia, di aule aperte fino alle 22, di supplenze 'gratis o low cost', di abolizione di graduatorie d'istituto e di precari abbandonati a sè stessi. Le parole espresse ieri a Terrasini, dal sottosegretario Roberto Reggi, attraverso le quali si fa dietrofront rispetto all'intervista rilasciata quattro giorni prima al quotidiano 'La Repubblica', non mancheranno di creare altre polemiche.

'Mai mi sono sognato un aumento a 36 ore' ha dichiarato l'esponente del Miur ma, nello stesso tempo, Reggi ha chiesto aiuto a docenti e sindacati affinchè 'ci si venga incontro' per trovare un accordo.



Miur, scuola, Anief risponde a Reggi: 'Allineare prima gli stipendi'

Riprendendo le dichiarazioni del sottosegretario del Miur, il presidente dell'Anief, Marcello Pacifico, ha replicato affermando che l'Associazione Professionale e Sindacale è disposta ad accogliere l'appello del ministero dell'istruzione ma a patto che venga preso prima in considerazione il rinnovo economico del contratto del personale della scuola.

'Occorre allineare gli stipendi di tutto il personale della scuola, ormai fermi da cinque anni. - ha dichiarato Marcello Pacifico, facendo intendere che l'ambiente scolastico sarebbe disposto a sacrificarsi di più ma non certamente 'gratis' o quasi...
'Oggi un docente della scuola superiore va in pensione con 8mila euro in meno rispetto ad un collega dell’area Ocde. Che corrisponde ad un 30% in meno' ha sottolineato Pacifico che, con queste parole, ha voluto lanciare un chiaro messaggio al governo Renzi: adeguate prima lo stipendio alla media standard europea e poi potremo 'venirci incontro'.
'Successivamente a questo – ha proseguito il presidente dell'Anief - saremo di certo disponibili e parlare di merito e di indennità aggiuntive'.

Pacifico ha puntato il dito contro l'inflazione che, con il suo aumento tradotto in oltre quattro punti percentuali, ha rosicchiato, negli ultimi due anni, uno stipendio la cui entità va al più presto rivista ed aumentata per ridare un minimo di dignità al lavoro svolto dal personale della scuola.

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