Non accenna ad arrestarsi il dibattito in tema di pensioni Quota 96 Scuola: nonostante l’attenzione di Istituzioni e governo Renzi paia al momento concentrata altrove la categoria non si arrende, con una delegazione degli esodati della Scuola ad essere andata incontro al premier e ad altri esponenti del governo a margine della chiusura della Festa dell’Unità di Bologna. Al di là del ‘solito’ atteggiamento di Renzi che ha ignorato la categoria bisogna segnalare gli interventi di Roberto Reggi, sottosegretario del MIUR, e di Giuliano Poletti, ministro del lavoro, che hanno svelato alcuni interessanti retroscena relativi allo stralcio dell’emendamento alla riforma della PA dando alcuni personali giudizi.

Sul fronte delle mosse future la situazione rimane bloccata: dal meeting di Bologna è emersa una triste realtà, con numerosi esponenti del governo Renzi ad aver ‘confessato’ che entro questo 2014 non arriverà alcun decreto ad hoc riferito al caso pensioni Quota 96 Scuola. La RdS ha dunque imposto un veto invalicabile, un diniego impossibile da disattendere adesso più che mai dato che sul tavolo del governo Renzi è da poco giunta la relazione sui tagli riferiti alla spending review e predisposti dal Commissario Cottarelli.

Pensioni Quota 96 Scuola e governo Renzi: MIUR d’accordo con l’emendamento ma la Ragioneria di Stato ha bloccato tutto

Come accennato in apertura, in merito al caso pensioni Quota 96 Scuola emergono interessanti novità relative ad alcune ‘confessioni rubate’ da una delegazione di esodati della Scuola intervenuta a margine della festa dell’Unità di Bologna: su tutte spiccano le dichiarazioni del sottosegretario del MIUR Roberto Reggi - ‘Io ero tra i favorevoli alla soluzione ma non tutti lo erano’ - e del ministro Giuliano Poletti - ‘Una vergogna lo stralcio dell’emendamento’-, interventi duri che sottolineano una volta di più l’assurdità di quanto accaduto quella mattina di agosto in Parlamento. Tutte le forze politiche concordavano sull’approvazione dell’emendamento che avrebbe chiuso il caso pensioni Quota 96 Scuola ma non la RdS, che ha imposto un ‘no’ senza possibilità di replica. Le dichiarazioni rilasciate qualche settimana fa dal giudice Imposimato - ‘Mai vista una cosa del genere, la Ragioneria di Stato ha impedito che si votasse una legge’- trovano dunque importanti conferme e consegnano una situazione assurda e paradossale: in tempi di crisi economica comandano gli organi contabili, collegi in grado di imporsi sulla volontà del governo ma anche su quella del Parlamento (cosa ancor più grave). Il messaggio di fondo emerso dal meeting di Bologna è chiaro: il caso pensioni Quota 96 Scuola può essere risolto solo con un decreto ad hoc che però non arriverà nel breve, certamente non prima della fine del 2014. La campanella insomma suonerà anche quest’anno per tutti i Quota 96 della Scuola, un tintinnio beffardo che di certo saprà di schiavitù legalizzata per i 4mila esodati del comparto Istruzione che rimarranno inchiodati alle cattedre. A questo punto vorremmo coinvolgervi nella nostra analisi: come giudicate l’ingerenza della Ragioneria di Stato? Credete che il caso pensioni Quota 96 Scuola verrà ripreso in considerazione dal governo Renzi a margine della Legge di Stabilità? Dateci un giudizio commentando l’articolo qui sotto!