Cocente delusione per migliaia di precari, che aspettano da anni qualcuno che li faccia uscire dal limbo in cui l'ex ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini li ha fatti finire, quando ha disposto i tagli che hanno portato moltissimi di loro in mezzo alla strada. In Renzi in molti hanno visto quel qualcuno, ma saranno rimasti delusi a leggere che i 150 mila immessi in ruolo saranno chiamati solo da settembre 2015, promesse inutili le promesse lontane questo è certo.
I precari speravano quando hanno votato questo esecutivo che finalmente si sarebbe occupato anche del personale della scuola, non badando a spese per l'occupazione (anzi in Europa va aggiunto se si va a dire assumiamo che la normativa europea lo prevede difficilmente direbbero no) dato che incombe come un'accetta sul collo del governo la sentenza sul precariato.
Primo obiettivo posto da Renzi, sarà l'assunzione di 148.100 precari che come idea piace a tutti se non fosse che si deve aspettare a settembre 2015. Le risorse ci sarebbero (e già oggi, perchè Renzi vuole assumere a tempo indeterminato i supplenti usando un organico funzionale da creare non si sa secondo quali numeri e poi perchè non farlo adesso?).
Per assumere 148.100 precari - spiega Renzi - «saranno necessari circa 3 miliardi di euro», e in più dai 300 ai 350 milioni all'anno circa si recupererebbero togliendo le supplenze (un'idea che piace meno, molti docenti che oggi lavorano nella scuola non lavorerebbero e spesso saranno necessari).
Per gli scatti di anzianità cosa cambia? Ogni 3 anni 2 docenti su 3 avranno in busta paga 60 euro netti al mese in più a chi dà alla scuola più qualità, formazione e un contributo per migliorare la scuola, i docenti che avranno maturato più crediti nel triennio otterranno lo scatto tutto dipenderà dall'impegno e dalla qualità del lavoro.
Nel 2016 per insegnare si dovrà superare un concorso, nella scuola tra il 2016 e il 2019 entreranno un totale di 40 mila giovani qualificati. Mai più supplenze, per coprirle ci sarà un team stabile di docenti che verranno chiamati con incarico a tempo indeterminato anziché avvalersi dei supplenti a tempo determinato dando più continuità didattica agli alunni.
Formazione continua e obbligatoria con più valore ai docenti che apportano innovazione in continuo interscambio. Trasparenza (scuola di vetro) che da anni si cerca di realizzare con l'informatizzazione, che però complica la vita ai cittadini, che spesso non sanno le notizie e non sanno usare i pc, questi anziché entrare in un ufficio statale devono rivolgersi a un caf o altro con più difficoltà rispetto al passato.
Col termine di "Sblocca scuola", si coinvolgono i presidi, i docenti, gli amministrativi e gli studenti per evidenziare le 100 incombenze burocratiche da eliminare. E poi nel piano della Riforma la banda larga veloce e il wifi in tutte le scuole, Musica e Sport nella scuola primaria, Storia dell'Arte nelle secondarie, rafforzamento lingue straniere e informatica a partire dai 6 anni, «Digital Makers» ed economia alla scuola secondaria, conferma per l'Alternanza Scuola-Lavoro e un Fondo per il Miglioramento dell'Offerta Formativa (MOF), con risorse anche private, incentivi fiscali e meno burocrazia.
Buone idee ma lontane e tanti nodi insoluti gli Ata, le classi pollaio e la sentenza dell'Ue che è l'unica scadenza reale che rischia di portarci una maxi multa. Il mondo scuola dopo questo sicuramente inizierà una stagione di scioperi senza eguali e purtroppo a ragion veduta.