Tra coloro che sono risultati maggiormente delusi dalla legge di stabilità 2015 vi sono i cosiddetti lavoratori disagiati. Precoci che hanno accumulato più di quattro decenni di contribuzione, estraniati dal diritto al pensionamento a causa dell'innalzamento del requisito anagrafico avvenuto con la legge Fornero (che ha portato l'asticella ai 62 anni di età). Ma anche chi svolge lavori usuranti è rimasto incastrato sul lavoro, così come i lavoratori ATA e docenti Quota 96 della scuola. Le situazioni di disagio lavorativo sono purtroppo molto diffuse e sembrano destinate a restare tali ancora per lungo tempo, visto che i tecnici del Governo Renzi hanno stimato il costo di una soluzione definitiva per tutti tra i 30 e i 40 miliardi di euro.

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Troppi soldi per i conti pubblici, che richiederebbero al contrario all'Inps di operare nuovamente al risparmio rispetto agli anni precedenti.

La legge di stabilità 2015 ignora i lavoratori disagiati: niente misure di sanatoria in arrivo da Poletti e Renzi

Purtroppo già qualche giorno prima dell'approvazione della legge di stabilità 2015 si era capito che lo scenario stava volgendo in direzione delle ipotesi peggiori. Sia il Progetto Cesare Damiano di derivazione parlamentare che le ipotesi del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti per la concessione dell'Assegno pensionistico anticipata (APA) alle categorie più bisognose sono semplicemente saltati; l'unica nota positiva è rappresentata dall'approvazione al Senato della sesta salvaguardia per i lavoratori esodati, che però scadrà nuovamente nel 2016.

Per allora il Governo Renzi spera di aver trovate delle soluzioni definitive, che però siano in grado di non impattare sulla situazione dei conti pubblici.

Le ipotesi di soluzione: dalla proposta Treu delle mini Pensioni al referendum della Lega Nord

Tra le ipotesi più gettonate vi è al momento quella del Neo Presidente Inps Tiziano Treu, che ritiene possibile un intervento sanatorio a costo zero per lo Stato, quindi già implementabile nell'attuale sistema previdenziale a partire dai prossimi mesi.

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Si tratterebbe delle Mini - Pensioni, il cui meccanismo di funzionamento sarebbe abbastanza semplice. Come afferma lo stesso Treu, basterebbe concedere a precoci, usuranti e agli altri disagiati in difficoltà: "una mini-pensione, che potrebbe essere richiesta dai lavoratori cui manchino 3 anni al raggiungimento dei requisiti di pensionamento e che poi verrebbe restituita in piccolissime rate sull'importo della pensione". Ma i dubbi dei destinatari restano molti, anche perché la misura viene largamente percepita come una palese ingiustizia.

Tanto che esiste già un fronte consolidato di persone disposte a sperare in un esito positivo dell'iniziativa popolare portata avanti dalla Lega Nord, attraverso un referendum per cancellare la legge Fornero sulle pensioni. E voi, pensate possa arrivare una sanatoria definitiva per questo grave problema o credete più probabile la soluzione del referendum? Come sempre restiamo a disposizione per dare voce alle vostre opinioni tramite i commenti del sito; se invece volete restare aggiornati sulle ultime novità in tema di previdenza, potete utilizzare il tasto "segui" in alto.

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