Il banco Tfa è saltato. Migliaia di aspiranti docenti per la Scuola che avevano posto la propria candidatura ai ventiduemila tirocini formativi attivi dovranno modificare le scelte già fatte, con l'indicazione di un ateneo diverso da quello già indicato per sostenere le prove e, poi, al superamento, dei veri e propri corsi di abilitazione. Leggiamo nel dettaglio cosa è successo in questi ultimi giorni.
Tfa, domande nel caos: la nota Miur e come dovranno procedere gli aspiranti docenti
Sintetizzando, il problema si è creato allorquando al Ministero dell'Istruzione si sono accorti che erano stati indicati come disponibili posti che in realtà non erano stati autorizzati dal ministero stesso.
Un numero sovrabbondante, dunque, che ha portato all'errore anche gli aspiranti docenti che ora dovranno rivedere la propria scelta. Il Miur ha provato a sbrogliare la matassa con la nota dello scorso 24 ottobre, tramite la quale ha fissato al giorno 29 ottobre la scadenza per riallineare i posti all'effettiva offerta formativa.
Cosa succederà dopo questo riallineamento dei dati? Gli aspiranti docenti che hanno superato il test preliminare, per intenderci, dovranno poi tener conto della riapertura delle procedure di scelta e, quindi, procedere a modificare la propria domanda scegliendo un ateneo che abbia posti effettivamente disponibili. Dal Ministero dell'Istruzione hanno fatto sapere che tutti i candidati interessati e quelli nei quali si è verificato questo divario tra posti annunciati come disponibili e posti effettivi, verranno messi al corrente.
Riallineati i posti, secondo quanto previsto dalla nota Miur dello scorso 24 ottobre, i Comitati, d'intesa con i direttori scolastici regionali, dovranno trasmettere i dati dell'offerta formativa direttamente al Miur in modo che si proceda al controllo ulteriore centralizzato. Spetterà, quindi, ai comitati regionali, entro fine ottobre, procedere a mettere d'accordo i rettori dei singoli atenei, università telematiche comprese, affinché rivedano con estrema precisione il numero esatto dei posti disponibili per i corsi abilitanti. E, dunque, entro mercoledì 29 ottobre, l'errore dovrà essere improrogabilmente corretto per permettere, entro il prossimo 30 novembre, la conclusione delle procedure di selezione. Ma proprio in questi giorni, i rettori delle università, stanno comunicando agli aspiranti docenti che le prove saranno rimandate di qualche giorno.