Resta acceso il dibattito sul tema della previdenza, dopo che nella scorsa settimana è arrivata la notizia dell'approvazione da parte delle cassazione delle 500.000 firme raccolte dalla Lega Nord per abolire la legge Fornero del 2011. Ricordiamo che la precedente riforma della previdenza ha portato alla creazione di una vasta area di disagio all'interno dei pensionandi in procinto di accedere all'Inps. Tra queste figure possiamo citare, a titolo di esempio:

  • i lavoratori esodati, rimasti senza redditi da lavoro e senza pensione. Attualmente protetti in via temporanea da una serie di salvaguardie a tempo, ma tutt'ora al di fuori del welfare previdenziale;
  • i lavoratori precoci, che hanno iniziato a lavorare in giovanissima età;
  • chi ha svolto lavori usuranti e fatica a mantenersi produttivo all'interno della propria posizione lavorativa;
  • insegnanti e lavoratori ATA quota 96 nella scuola;
  • e più in generale, tutti coloro che sono rimasti disoccupati in età avanzata e che hanno terminato gli aiuti di welfare previsti per le loro specifiche posizioni.

È chiaro che, per casi come quelli appena citati, l'abolizione della legge Fornero potrebbe contribuire a risolvere in modo definitivo lo stato di disagio nel quale si sono, loro malgrado, ritrovati.

Attesa per il parere della Corte Costituzionale, ma c'è preoccupazione per la tenuta dei conti

Stante la situazione, al momento l'ultimo tassello mancante consiste nel via libera della Corte Costituzionale, come del resto sottolineato dallo stesso Matteo Salvini, vero e proprio portavoce della battaglia per l'indizione del referendum: "se a Roma non ci faranno scherzi, in primavera si cancella la Fornero". Resta il fatto che, se davvero le cose dovessero andare come si augurano la lega e i lavoratori disagiati, si verrebbe immediatamente a creare un buco di bilancio molto difficile da gestire. Vi è da considerare infatti un punto: i risparmi che si sono ottenuti con i tagli alle Pensioni del Governo Monti ammontano a diverse decine di miliardi di euro, mentre tutte le considerazioni legislative e le previsioni effettuate dai tecnici del Governo danno ormai per assodati i tagli effettuati alla previdenza attraverso l'innalzamento dei vincoli contributi e anagrafici.

Il Governo Renzi studia le soluzioni sul tavolo: da quota 100 a mini pensioni, si va verso fase di accelerazione?

Proprio per i motivi appena sottolineati, il referendum della Lega nord sull'abolizione della Riforma Fornero potrebbe agire da motivo di accelerazione per l'azione sanatoria del Governo Renzi. Le proposte sul tavolo non mancano. Si pensi al nuovo progetto Damiano, che prevede di offrire il pensionamento con quota 100. In questo modo, un lavoratore esodato o precoce potrebbe accedere all'inps con 60 anni di età e 40 anni di contribuzione, e così via. Ma un certo interesse la starebbe riscuotendo anche l'idea del Neo Commissario Inps Tiziano Treu, che vorrebbe offrire il pensionamento attraverso le mini pensioni: nella pratica si potrebbe ottenere un prestito pensionistico dall'Inps con tre anni di anticipo rispetto ai requisiti attualmente in corso. Attraverso l'addebito di alcune mini rate sulla futura pensione si chiuderebbe solo successivamente al pensionamento la propria posizione debitoria. E voi, cosa pensate della situazione che si sta delineando? Ritenete più semplice dare seguito al referendum sulla legge Fornero o le proposte di pensionamento anticipato? Fateci sapere la vostra opinione con un commento, oppure cliccate sul pulsante segui in alto per restare aggiornati.

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